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Diciamoci la verità : c’è un gran casino. Suvvia, passatemi il termine un po’ impudico: è il più appropriato, ogni reality che si rispetti è preparato a degenerazioni osé del programma. E le difende. Il telespettatore si ritenga libero di aggiungervi un accento: che diventi pure un “casinò”, se preferite.Va bene uguale. Puntate allora, scommettete. Fate il vostro gioco.
Perché ognuno qui fa il suo. La competizione s’è imbizzarrita come uno scecco alle prese con i suoi recenti servigi ecologici. I nitriti di Bonomo della scorsa settimana hanno destato scompigli imprevedibili nella stalla del centro sinistra. Numero uno, la cosiddetta “curva del Tabaccaio”: l’incursione a gamba tesa nella (fin lì) sorniona primaria ad opera del Bonomo provinciale, che ha vissuto essa stessa di un lampeggiante candidarsi e ritirarsi (dicesi 4 on-off in poche ore), fino a fulminarsi nella serata del venerdì. Tutto ciò, però, non prima di produrre ulteriori effetti. Il Laboratorio [...]
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CASTELBUONO. (misp) Vibranti proteste, domenica sera, alla comunicazione della graduatoria dei carri allegorici carnascialeschi. Un folto gruppo di giovani ha contestato lo scompenso - secondo le dichiarazioni raccolte - nel metro di giudizio di uno dei cinque giurati, che ha inficiato l’intera attendibilità dell’esito finale della graduatoria. Ne è scaturito un clima di tensione che ha necessitato la presenza dei carabinieri e delle autorità comunali. Per la cronaca, la classifica ha visto il gruppo “I paparazzi” vincere di misura sul gruppo “Vallone”, seguiti con distacco da “I sempliciuna”.
Come in un film di Lynch, quando le cose sembrano chiare ecco che spunta il personaggio inatteso a mettere in discussione qualsiasi decodifica dell’intreccio. Siamo lieti allora di lasciare la regia di questa puntata proprio a David Lynch.
Un uomo Giovane, eppur già smagrito dalla politica, dinanzi ad un tavolino. Una luce fioca svela un foglio bianco, quasi una scheda elettorale, e la titubanza interiore del nostro. Ad un tratto, impugnando una penna, compie con la mano un gesto che pare tracciare una ics. Ma la mano è sospesa qualche centimetro e la penna non lascia inchiostro sul foglio. Il volto dell’uomo cela la rabbia, saluta mesto sforzando un sorriso ed esce dalla saletta. Fuori v’è il corso, l’ottica, l’ex esattoria, il vociare serale solo di adolescenti e di ormoni ignari della Democrazia.
Un uomo, indeciso, siede ad un tavolo. Attende domande, cercando risposte. Ha storie con sé, fratelli e Giovani dinanzi. [...]
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CASTELBUONO. (mispa) Mentre Mario Cicero e Rosa Gentile si confrontano sui programmi e sulle scelte amministrative, il centrosinistra estrae dal cilindro un altro nome per la sfida delle primarie in programma sabato e domenica prossimi.
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Qualcuno crede che Gli Insindacabili sia un reality di serie B o, peggio, che sia solo una simpatica cornice dentro cui narrare le vicende politiche del paese. Niente di più sbagliato. Figuratevi che persino Pier Silvio ha provato a contattarci per acquistare qualcuno tra i nostri partecipanti, così da arricchire un Grande Fratello decisamente povero di attrattive.
 Volevamo rifilargli un Ing. Sferruza oramai in disuso nel nostro programma; abbiamo provato uno scambio alla pari tra il loro palermitano e il nostro Antonio Tumminello, ma nulla di fatto: loro volevano i fratelli Allegra. In coppia. Ci proponevano la comproprietà di Schifani e il prestito – per un week end - della Marcuzzi, ma abbiamo “tenuto bottaâ€. Come direbbe qualcuno dell’UDC.
Gli Allegra sono una grande risorsa per il reality de Gli Insindacabili, gli unici davvero in grado di tenere il pubblico incollato agli schermi. Non potevamo cedere, neppure di fronte alle scollature della [...]
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Nei western di Sergio Leone, confronti di questo tipo verrebbero chiamati “duelli”. Nella politica sono detti “elezioni primarie”: due o più candidati a scannarsi, in un contesto di deserto circostante. E saloon, con cicchettini per i Giovani.
D’ora in poi, Giovani verrà scritto in maiuscolo per la sacralità con la quale i politici ne parlano sin dagli inizi del reality. Trattano l’argomento con guanti di velluto - carezzevolmente - probabilmente perché “fa figo” e per impelagare la verginità politica con i propri percorsi. Tant’è: giudicheremo dall’età media delle liste e delle giunte.
Le Primarie: altra “risorsa”. Uno strumento democratico utile quantomeno a capire le forze interne. E soprattutto a farla finita quando i leader in campo sono più di uno. Vabbè, c’è chi fa le primarie con sé stesso… ma questo è un altro discorso.
Ad oggi le primarie (o la primaria) potrebbero esserci solo nel centro sinistra. Chi lo avrebbe mai detto. [...]
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Prendere parola, per me - figlio di un papà maiale e di una mamma cinghiale - è un onore che non immaginate. Riflettevo, tra una inseguimento e un altro, su quanto sia bello il nostro Parco, sulle potenzialità dei luoghi, sulla valenza turistica delle nostre risorse. Pensavo questo e finii per inciampare, ancora una volta, nella politica.
La rappresentatività di questi tanti comuni in sede di assemblea regionale, dopo la caduta di Giannopolo, resta esclusivamente nelle mani della palermitana Simona Vicari. E’ solo una constatazione. Così come quella nei confronti del Por 2007-20013 dove, a detta di tutti, “si ha la sensazione che - cito l’Assessore Provinciale Gandolfo Miranti - quelli che erano gli strumenti per portare avanti l’intero territorio, siano stati sostituiti da maggiori interventi a favore dei grossi centri”. Ripensai ai voti che i madoniti continuano a destinare ai rappresentanti del capoluogo e al triste ruolo dei cosiddetti “delfini”: quanti se ne incontrano tra queste montagne! Bah, e continuano a prendersela ancora con i poveri cinghiali…
Antico adagio siculo: colui che più di altri si spende per una causa, alla fine ha nelle mani la possibilità di riservarsi la parte più grossa. Ah, che bella la saggezza popolare: così difficile da smentire, e così - per natura - reiterata che ti salta fuori quando non te l’aspetti. Proprio come le candidature improvvise. O come la pioggia d’estate.
Non perdiamoci in chiacchiere, soprattutto per coloro che ancora navigano col 56K e magari pagano lo scatto telefonico: al Laboratorio qualche giorno fa balenò l’idea di avanzare un nome. E visto che a sinistra di nomi “ne bastano e non ne avanzano”, la cosa causò una certa seducente apprensione. Risultato? Il nome uscì, e nell’immediato fu pure capace di trovare il consenso della Nuova Primavera e persino della famiglia Allegra. Figuratevi voi l’imbarazzo nel Piddiri, visto che si tratta dell’organizzatrice laboriosa e soprattutto di un assessore della giunta Cicero: la [...]
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Escono i primi nomi ufficiali. Proprio come nella processione della nostra patrona: con la parata delle istituzioni ed i gendarmi. C’è anche tutto il resto: la banda, i Giovani, la gente in preghiera e quella scalza. Questi che - devoti - seguono perché hanno “fatto il voto”. Ma stavolta, per non scomodare troppo una similitudine sconveniente, saremo brevi.
Il voto. La firma. 57 firme a sublimare una disponibilità di candidatura risaputa: Marione Cicerone (che a forza di usarlo questo nome c’è oramai il rischio che si consumi). Con la sede del Piddiri che per un’ora sembra una sala d’attesa per un parto che non arriva. Fallace Letteria ad un candidato mai nato.
Per il dispiacere di molti, desiderosi di debuttare - finalmente - con una dialettica interna. Macchè: pasta ca’ sarsa. Sarà che questa pasta è talmente buona che… nessuno si lagna. Più facile credere nella teoria dei gatti sornioni, dalle [...]
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Imparano da me le cose che ti dico, e così portano solo un po’ di ritardo.
La sostanza non cambia, semmai scorre continuamente e si trascina nuove cose.
E come me tempestive non sono, ma tempestate - se può interessare - parecchio.
Ti raggiungono senza particolari pretese, come passando con un giorno di ritardo dal luogo di un appuntamento bidonato.