close 2 writer
->
Ho vinto il prestigioso PWI 2007, nella categoria Copy e webwriting, con l’urban blog Castelbuono.Org. Non me l’aspettavo, e sono contento.
->
Presi per la gola - o per i fondelli - la legittima difesa diventa abuso e la voglia insaziabile.
Cantiamoci su allora, sull’aria de “L’era del cinghiale bianco” di Franco Battiato; a futura memoria. Quando rimpiangeremo persino questi tempi.
Pieni gli alberghi a Cefalù
per le vacanze estive a volte un cinghialetto
non ci faceva uscire.
Un uomo di una certa età mi offriva spesso
gli spaghetti col ragù ma
RIT.
Spero che ritorni presto l’era
del cinghia-maiale.
(2 v.)
Profumi indescrivibili a pranzo e alla sera
sughetti di cinghiale serviti con gioviale…
L’ombra della mia sazietà,
mentre sedevo
al Cycas oppure in un bar
ma spero che ritorni presto l’era
del cinghia-maiale.

“Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell’istante, la cattura dell’immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore.”
Henri Cartier-Bresson
E’ a dir poco incredibile. Peggio delle tesine alle superiori. I “parla-parla-mentari” regionali hanno superato sé stessi: hanno copiato, e male, dal Veneto, cospargendolo di bestialità inaudite, un documento di fondamentale importanza per la tutela ambientale siciliana. Riporto i passi più significativi di un puntuale articolo di Agrigentonews.
Scusate se nel frattempo mi vergogno.
< < [...] si tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente. [...]
I redattori materiali sono stati funzionari del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, diretto dal dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente, che per tale “lavoro” hanno ricevuto anche un encomio scritto da parte dell’Assessore Interlandi, funzionari dell’ARPA, docenti universitari dell’Università di Palermo e Messina ed alcuni professionisti in veste di collaboratori. Purtroppo, l’opera monumentale, partorita con celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale “copiato” dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie aggravanti, un cumulo di ridicolaggini e probabili ipotesi di truffa.
Leggi tutto
La gloriosa stampa castelbuonese ha sorvolato un po’ troppo sull’enorme obelisco postmoderno di fronte al municipio. Così Nomen Omen - rubrica faceta, sfiziosa e controcorrente - decide di cimentarsi sulle reali funzioni della colonna ferrosa da piazza.
Consapevoli che il tema è parecchio “easy” (confrontato agli argomenti più rilevanti del momento) seguono ugualmente le teorie più accreditate.
Orologio
Alcuni abitué della piazza, stanchi dell’inattendibilità dell’orologio di piazza Margherita, hanno imparato ad evincere l’ora e i minuti dalla gru, con accettabile approssimazione, come fosse una moderna (e ingombrante) meridiana: scrutano dove cade l’ombra dell’estremità della gru e desumono di conseguenza.
Bussola
Molti di voi avranno notato la mutevole disposizione, di giorno in giorno, del braccio orizzontale: oggi a nord-est, domani chissà. In realtà è il nuovo efficacissimo metodo - detto anche “indicatore sindacale” - per indicare all’URP la direzione dove trovare il primo cittadino. Il meccanismo pare sia governato da un fenomeno di elettromagnetismo generato naturalmente dal Sindaco.
Antenna televisiva
Secondo recenti studi l’alta ferraglia contribuirebbe ad una miglior nitidezza nella ricezione del segnale Mediaset, almeno per l’apparato televisivo municipale. La gru si spiegherebbe, a questo punto, dando credito alla voce che vorrebbe Giuseppe Fiasconaro un incallito sostenitore di Dragon Ball, famoso cartone animato su Italia1.
Cabina di guardia
Chissà perchè, nell’albeggiare, l’assessore Genchi ha il dovere di montare in cima e far da vedetta, scrutando i confini castelbuonesi. Taluni ritengono che tale pratica sia da ascrivere ad una recente fobia del Sindaco: teme un attacco militare da Caltavuturo ed ha già pronto, nel cassetto, il piano di disposizione delle truppe LSU.
Un pò ovunque (in Sicilia) sta andando in onda il ns veloce spottino sul 12° Salone dell’Informatica, della Comunicazione e della Tecnologia: l’Expobit. La cosa simpatica è che i due “attori” hanno comiciato ad uscire a braccetto per Acitrezza, e si pavoneggiano a grandi star. Magia del cinema. Proprio nel paesino che fu già neorealista con il capolavoro “La terra trema” (sessant’anni in questi giorni), e che ancora oggi vede ruspanti pavoni attempati girovagare con fierezza indelebile che, al tempo di Visconti, erano poco più che bimbi sfiorati da una qualche inquadratura immortale .

ps: ribadisco l’autore, che fu anche talento di centocelle, e ne celebro la magnificenza: el KANJANO.
Sta per uscire il disco dal vivo di Giovanni Allevi: lo conoscete, il celebre pianista. Mi imbatto fortuitamente nella segnalazione e leggo il titolo del lavoro: “Allevilive”. Ci passo su, ma poi ci penso e torno indientro. Uhm. Ebbene, non posso credere che l’artista non abbia pensato alla lettura anglofona. Al contrario: penso che il titolo nasca proprio dal gioco di parole che l’espressione determina in inglese: “All-evil-live” (”Tutto il male dal vivo”?). Il che, voglio dire, non si addice alla fama - nè tantomeno alle recenti comparse in sedi vaticane - del buon pianista riccioluto. Strano no?
L’ A Toys Orchestra, a mio avviso la migliore “nuova band italiana”, mette in circolo il videoclip della bella ballata “Powder On The Words”. Semplice, dal sapore molto italiano e vero, e una bella fotografia. Mi rievoca tanto le atmosfere alla Fermenti, e subito torna in mente il bel progettino rimasto in stand-by.
di CURZIO MALTESE
“Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati”. Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l’arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall’arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. La crisi economica è la ragione per cui Giovanni Paolo II chiama a Roma il giovane vescovo di Reggio Emilia, allora noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi, ma dotato di talento manageriale. Poche scelte si riveleranno più azzeccate. Nel “ventennio Ruini”, segretario dall’86 e presidente dal ‘91, la Cei si è trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. In parallelo, il presidente dei vescovi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e all’interno del Vaticano, come mai era avvenuto con i predecessori, fino a diventare il grande elettore di Benedetto XVI.
Le ragioni dell’ascesa di Ruini sono legate all’intelligenza, alla ferrea volontà e alle straordinarie qualità di organizzatore del personaggio. Ma un’altra chiave per leggerne la parabola si chiama “otto per mille”. Un fiume di soldi che comincia a fluire nelle casse della Cei dalla primavera del 1990, quando entra a regime il prelievo diretto sull’Irpef, e sfocia ormai nel mare di un miliardo di euro all’anno. Ruini ne è il dominus incontrastato. Tolte le spese automatiche come gli stipendi dei preti, è il presidente della conferenza episcopale, attraverso pochi fidati collaboratori, ad avere l’ultima parola su ogni singola spesa, dalla riparazione di una canonica alla costruzione di una missione in Africa agli investimenti immobiliari e finanziari.
Dall’otto per mille, la voce più nota, parte l’inchiesta di Repubblica sul costo della chiesa cattolica per gli italiani. Il calcolo non è semplice, oltre che poco di moda. Assai meno di moda delle furenti diatribe sul costo della politica. Il “prezzo della casta” è ormai calcolato in quattro miliardi di euro all’anno. “Una mezza finanziaria” per “far mangiare il ceto politico”. “L’equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all’anno”.
Leggi tutto