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Oltre al più recente “città della pace”, oramai da qualche anno Castelbuono vanta l’appellativo “città della musica”. Premesso che tali qualifiche non scaturiscono da Enti autorizzati ma ognuno può appiopparsi quello che più gli aggrada, il nostro bel paesello anni anni or sono si autoaffibbiò ’sto bel fregio (che neanche San Remo) a seguito delle vacche grasse del periodo (ricorderete Vecchioni, De Gregori, Baccini, Nomadi, ecc.). Quando si dice meriti guadagnati sul campo (sportivo, ndr)…
Oggi le vacche sono tenute a stecchetto e possiamo garantire per certo solo su “Castelbuono città denuclearizzata”.
A proposito di musica, nel forum online di questo periodico (consideratevi invitati a visitarlo) proponevo il gioco dei “brani opposti”, semplicissimo e a mio avviso molto divertente. Per intenderci immediatamente seguono i miei migliori esempi (come indice) estratti dalla mia collezione di titoli opponibili (come pollici). Attendo repliche nel web.
Black (Pearl Jam) / Bianca (Afterhours)
L’obeso (Gaber) / Ballad of thin man (Bob Dylan)
Walking on the water (Motorpsycho) / Nuotando nell’aria (Marlene Kuntz)
Fermati, scellerato (Mozart) / Curre curre guagliò (99 posse)
Margherita (Cocciante) / 4 stagioni (Vivaldi)
Ma la migliore è una doppia opposizione con due celebri brani di Battisti (chi coglie il senso faccia un fischio al fisco):
7 e 40 / Innocenti Evasioni.
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Non ricordo esattamente in quale storico testo castelbuonese trovai, diversi anni fa, un passaggio molto interessante sulla “castelbuonesità”.
Ricordo si celebrava quell’indole nostrana ad osannare il nostro paese natale, se ne accreditava l’orgoglio campanilistico e si accennava a quella romantica sensazione che si prova arrivati al bivio di Pollina tornando in paese, anche solo dopo un’assenza di una settimana. Allo svettar il cor s’intenerisce, mentre il paese s’apre dinanzi alla vista, disteso come un vecchio addormentato (questa citazione facevate bene a non leggerla).
La “castelbuonesità” è una focosa verbosità quasi patologica, nota soprattutto fuori dal paese a malcapitati colleghi e amici di castelbuonesi. La patologia è spesso connaturata dalla variabile ambientale, che determina due stadi antitetici: se sei in paese i sintomi sono irritazione, denigrazione all’aministrazione e lamentele diffuse; fuori invece - alla presenza di genere umano - il castelbuonese osanna, Sant’Anna, la manna ect.
Chi più chi meno, ne soffriamo tutti: il nostro primo cittadino Mario Cicero è primo anche in questo.
Sapete che mi è successo? Facevo “una testa tanta” ad un mio collega di Zafferana - da buon portatore sano di castelbuonesità a Catania - sull’innovazione amministrativa dall’altissimo grado di civiltà rappresentata dalla raccolta differenziata porta a porta. Dopo una settimana lo stesso mi portava una pagina de La Sicilia (sabato 5 marzo, pag. 13) dal titolo “Sicilia, discarica a cielo aperto”. Nella speciale classifica dei comuni “buoni” e “cattivi” in materia di raccolta differenziata Zafferana Etnea era al quarto posto. E Castelbuono? All’ultimo! Con la percentuale di raccolta differenziata pari allo zero!
Sconsolato, restai zittito. Farfugliai qualcosa (”sono dati vecchi, l’innovazione è partita da un mese!”) ma lui niente: messa in discussione la mia totale credibilità di castelbuonese.
E, con l’avvicinarsi del Giro Podistico, come farò a convincerlo che è la corsa su strada più antica d’Europa?
La pioggia batte sulla strada. Sui tetti. Sulla tua corazza.
Il lampione indica il marciapiede. E il corvo scappa.
La finestra piange.
Io sono asciutto.
Non vedo le tue lacrime.
Non sono nulla nella mia pioggia.
And the sun is waiting
in other side,
and sky is hided
(ther’s your pride).
And when I feel it,
ther’s too rain
to just catch you and bring you home.
Il pelo bagnato è falso. fasullo.
Scoperto dal sereno è cantico d’uovo
raggio che rompe il rumore
ne squarcia l’auto e l’odore.
Ruba il silenzio allo stagno
e la canna da pesca ed il cigno.
Sale dall’alto fino all’elmo del capo
che scende frontale di corsa nel tetto
scarica contro la scena acidi odori
di foglia e di sale, sapore di bare
all’altezza del cane che naviga
dentro all’esterno di mobile trillo
che ulula, lacrima e giace
fino all’eterno, al placido pulpito che è nel salto del grillo.
Piange sudore di carta,
geme allo scherno di essere radica e polpa
del medesimo urlo.
Sangue che cola sul letto stellato.
Micio che sembri gelato, chiave e coperta:
lascia che sia la storia di altri,
sadica, a sciogliersi in fretta.
Lascio la finestra aperta così oltre che di tabacco questa stanza potrebbe sapere di terra.
Piove, e “finalmente piove” dicono. C’è un clima grigio e l’aria ha spessore. Sembra il battesimo di un funerale. Parlare ancora d’estate non avrebbe senso. Parlare di “fine” smentirebbe da subito tutti gli inizi che mi aspettavano da un po’al sorgere di settembre.
Non ti so dire la maggior parte delle cose che meriti, e cado sempre nel goffo tentativo come una formica affogata nel miele. Mi perdo in una velleità di dolcezza, e lascio uscire verso il tuo viso diabetiche parole stolte.
Sostiene per ora
Rubrica di considerazioni incostanti per una sana e disimpegnata lettura estiva.
- La coerenza è la ricerca principale di ogni uomo, tuttavia è quello a cui ci si attiene più di rado.
- Il Volta-Gabbana non è una nuova coppia di stilisti, bensì un appellativo frequentemente riferito a politici poco coerenti con le posizioni assunte al momento del voto.
- Gli EUROPEI: le nazionali più blasonate - Italia in testa - perdono tutte.
- Le EUROPEE: ogni partito - a detta di portavoce - ne esce trionfante: vincono tutti.
- L’Euro= a perdere è il consumatore.
- L’Europa è un continente (geografico, politico ed economico), mentre Berlusconi è un incontinente (lessicale).
Quanto consta all’anagramma*.
Rubrica inflazionata, senza offesa, di anagrammi e relative interpretazioni.
Mario Sottile = Mi salottiero!
Esclamazione che nasce dai recenti inciuci (che bella parola!), che - almeno a me - suonano molto da “dopo-cena d’alto borgo”. Nè la celebre “Ballata di un uomo Sottile” di Bob Dylan, nè “Il ballo del potere” di Battiato bastano a far da colonna sonora alle danze del nostro in sede di Consiglio.
Mario Cicero = Ricercai omo
Parodia dell’ Ecce Homo di Nietzsche a cura del nostro Sindaco. Sia la ricerca interiore che la battagliera vocazione all’autocelebrazione sono degne del capolavoro germanico.
Scancarello = So cancellar.
L’anagramma risponde esaustivamente al quesito: “Quali proponimenti dall’assessore al turismo, quale l’apporto, quali le aggiunte programmatiche alle attività cittadine?”
* Per chi si fosse collegato solo in questo momento, l’anagramma è l’oracolo che svela i misteri celati di un nome. Un’immischiata ragionata eppur rivelatrice delle lettere che compongono la frase/parola di partenza.
La 99° edizione del Giro Podistico di Castelbuono si è da poco conclusa e già il team organizzativo sta lavorando per allestire un memorabile centenario. L’edizione di quest’anno – 2024 – ha finalmente usufruito della piena visibilità nazionale grazie alla diretta, giustamente a reti unificate, da parte di Rai, Mediaset, Sky e comunque di tutte le emittenti disponibili attraverso il digitale terreste e quello subacqueo. Sarà stata la legittima copertura televisiva a reti unificate a far gola ai nuovi sponsor McDonald e Vodaphone? Tant’è, non abbiamo potuto che apprezzare il loro supporto, non solo economico, che ha colorito la recente edizione sostituendo il tedioso spugnaggio con succulenti cheesburger ed inserendo il collegamento a caldo con i corridori tramite apposito telefonino Vodaphone durante la corsa.Come dimenticare l’intervista in dirittura d’arrivo, proprio nel bel mezzo dello sprint finale (peraltro perso), con il corridore keniano che indugiava alla ricerca di un interprete? Oppure la “Gara delle Istituzioni”, successiva a quella dei bambini, che ha visto il trionfo di misura del nostro pluri-sindaco On. Mario Cicero sull’On. Vicari? Come da etichetta, il vincitore della gara delle istituzioni concorrerà il prossimo anno alla gara maschile, pur se con 3 giri di vantaggio e la lambretta di Emilio a disposizione. La lotteria internazionale 2024 abbinata al Giro Podistico è stata vinta – come tutti sappiamo - da un tale Ignoto Fortunato grazie ad un biglietto venduto nella catena canadese di ricevitorie Barreca. Discutibile semmai la scelta di Raffaella Carrà come madrina del sorteggio: in esasperata e testarda voglia di continuare a dar spettacolo (nonostante sia pressoché coetanea del nostro Giro) c’è toccato assistere all’ultima fatale spaccata. L’annuncio del biglietto vincitore è passato allora a colui che ha saputo rubare prontamente la scena alla disgrazia della Carrà: Giuseppe “defeca-stradine”.Da quando il nostro iper pluri Sindaco On. Mario Cicero ha risolto in prima persona il conflitto in Medio Oriente tra arabi ed israeliani, il Giro Podistico ha assunto significati di pace sempre più alti (talmente alti che alcuni seguono la corsa da Liccia): esemplare l’obbligo da parte dei corridori di scambiarsi - ad ogni sorpasso - un segno di pace. Chissà allora quali sorprese ci attendono per il prossimo anno, in occasione della centesima edizione, quando – ci assicura il nostro pluri Sindaco On. Cicero – si completeranno i lavori dell’aeroporto “Liccia” e dell’ultima tratta di metropolitana “Sopra il ponte – Cappuccini”.
Proprietari (dei bar) di tutto il mondo unitevi. Uno spettro si aggira per il paese: lo spettro del palloncino. Le autorità locali sono state munite di bambinoso strumento per scovare chi fra i propri globuli ospita quantità discutibili di alcool. Se la fobia potrebbe causare una drammatica picchiata nei consumi, il guaio è soprattutto per i diversi consumatori concittadini che superano talvolta quell’irrisoria soglia (0,5 % nel sangue) corrispondete – si dice – a poco più di un bicchiere di vino. Secondo la nuova fanta-normativa si rischiano ben 10 punti. Premetto che un utilizzo ragionevole di questo strumento può evitare antipatiche sorprese notturne fra le strade. Nella sciagurata eventualità di incappare nella prova-palloncino, ho il dovere morale di suggerire alcuni metodi per provare in extremis a salvarsi mezza patente.
1) Se il vostro curriculum serae è maggiore o uguale a 37 birre, ingerite in un boccone il palloncino e dichiarate poi di non aver capito le modalità della prova. I carabinieri potrebbero alterarsi un po’. Insistete allora ad andare a bere un goccetto insieme per ripristinare la cordialità causata dall’incomprensione.
2) Se provenite da una festa – e presumibilmente avete dentro di voi una quantità di prosecco di cui non dispone più nemmeno la Gancia – abbiate l’accortezza di portare con voi uno di quei palloncini che arricchivano l’addobbo. Così, se incappate nella prova del palloncino, con audace sveltezza sostituite l’originale con il vostro. L’esame probabilmente rivelerà un eccesso di elio. Spiegate che Elio è un vostro amico che si da tante arie.
3) Se siete sportivi, non fumate e avete polmoni sani e capienti, inspirate profondamente tutta l’aria che circonda la via Mazzini e preparatevi a dare il meglio di voi stessi. Soffiate l’aria incamerata finché il palloncino non assume le dimensioni di una mongolfiera ufficiale (diametro 5,3 metri). A quel punto le autorità dovrebbero spiccare in volo tanto da proseguire i loro controlli - asseconda del vento – a Pollina o a Petralia.
4) Fate appello alle recenti normative nazionali in tema di giustizia. Dichiarate il vostro legittimo sospetto che il giudizio delle autorità vi appare inquinato e pertanto richiedete di far trasferire la prova in un luogo a voi più congeniale:
- nella bancarella dei palloncini tipica nelle feste. Sta a voi poi riuscire a motivare come mai il palloncino ha assunto la forma di un Pokemon.
- a Santa Maria, due giorni dopo. Dimostrerete all’allegra comitiva in divisa che siete in grado di gonfiare un materassino con cui scorazzare insieme fra le onde.
5) Dichiarate con fermezza che la vostra vettura è munita di pilota automatico. Se anche il vostro pilota automatico ha bevuto troppo e ha interpretato il rettilineo della via Mazzini come un susseguirsi di “scican”, non demoralizzatevi: andare al fresco, di questi tempi, non sarà poi così male!
Il gioco che propongo oggi è il tautogramma. Come dicono i vocabolari, tautogramma è frase o testo in cui tutte le parole cominciano con la stessa lettera, cioè hanno la stessa iniziale. Io lo reputo molto divertente e, qui di seguito, me ne servo per discutere una questione sempre attuale. Ovviamente alcune locuzioni risulteranno forzate dall’esigenza di esprimere il concetto prefissato e me ne scuso.
< < Parcheggio, percorribilità paese: puntuali problemi-pachidermi per partiti paesani.
Politici passati (per prototipo prendiamo Peppinello) provarono periodicamente parecchi provvedimenti producendo, purtroppo, proprio poco.
Piuttosto, presente Podestà, più precisamente parlasi Procuratore percorribilità paese (per persuaderci, professore presso pronto-soccorso) pianifica provvedimento: piazzare pesanti piante per piazze per precludere passaggi peregrini più perfezionare problema parcheggi. Parecchi pareri popolari proclamarono provvedimento pessimo, pochi pensarono positivamente. Piglia papà: per posteggiare presso professione pigliava per piazzetta, poi proseguiva persino per “puntacursa” . Popolo, pensandosi preso per posteriore, prometteva proteste, piagnistei, pizzicotti. Però poi pensarono: parlasi piccole piazzole pedonali; perlopiù, per poco, puoi pure posteggiarci. Politici pensarono perfezionamenti: presente posizione piante permette perfino passaggio per piazzetta, probabilmente prossimamente potremo passare pure per piazza.
Però, pare palese, problema posteggio permane: prodezze politiche poco placano preoccupazioni perenni. Per posteri problematico parere.>>
E l’annoso problema parcheggio richiama prontamente la questione turismo. Perché, diciamocelo pure, quei branchi sterminati di turisti, così desiderosi di lasciare qui i loro euro sonanti, non avremmo neppure dove metterli. Come agognare un turismo esteso oltre il reiterato target “domenicale” senza infrastutture d’accoglienza e, in primis, senza un posto dove tirare il freno a mano con altitudini non troppo diverse dalle zone di interesse?
In merito proporrei all’amministrazione un comunicato stampa , da diffondere ai potenziali turisti a mo’ di “ Paese perfetto. Precauzioni per posteggiare”.
Scusate se mi si è incantata la P.
< < Preavviso pratico (portate pazienza) per prevenire patemi, palpitazioni, pleuriti (potrebbe piovere, perlomeno periodicamente), prima penetrare paese, preferibile prenotarsi. Proibito precipitarsi. Posteggiando procedete piano, posizionatevi percorrendo pazientemente percorsi predisposti: precisione! Prendendo posto, poi, per piacere, prudenza. Perché parcheggiando potreste picchiare parecchi paraurti, provocando paurosi patratrac, poi, palesemente, perniciose parolacce. Pensateci: piccole precauzioni per prevenire pericoli permettono posteggi pacifici. Poi, per poter posteggiare, prima pagate. Per pagamenti, pochi paroloni, proponiamo patti puliti: pescate punti predisposti, preparate pezzi piccoli: pratichiamo prezzi popolari. Preferirsi piccoli palermitani: prendono poco posto però pranzano presso pizzerie. >>