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In giro ho letto i 7 difetti di cui può soffrire un blog. Non mi sono mai sentito parte dell’affascinante baraonda dei “blogger”: da parte mia c’è poco interesse a pubblicare con costanza, piuttosto preferisco concretizzare online le parti pubblicabili di un ipotetico diario del mio emisfero cerebrale razionale.
Mi limito semplicemente ad usare alcune potenzialità di questo strumento, ma passo ugualmente una mano nella e-coscienza.
1) Using Free Blog Hosting Services
[non vedo più di tanto il problema, ma fin sto ok]
2) Ignoring the Basic Principles of Good Web Site Design and Usability
[mi difendo discretamente]
3) Being the Jack Of All Trades
[qui casco male]
4) Not Posting Regularly
[anche qui maluccio]
5) Publishing Badly Written Posts
[vedi punto 2]
6) Spamming and Stealing
[non frego mai da altri, ma - per questo post - ho preso spunto]
7) Failing to Establish a Personality
[non più di tanto, mi svelo poco]
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Lo comperai "a scatola chiusa", per un regalo: in Baricco riconosco una certa "affidabilità" (indispensabile in caso di regali) e nutro aspettative nei suoi lavori. E poi l’ingresso in Fandango andava premiato: così presi il libro e aggiunsi pure la promessa di guardare un film (ndr, "Texas" di Palavidino). Così finisce che leggo il primo capitolo in aereo, mi piace un casino e mi trovo costretto a chiedere una proroga nella consegna del regalo. A figuraccia compiuta leggo con regolare avidità il prosieguo, forzandomi un po’ dapprincipio (forse l’intreccio rallenta un po’ troppo nelle strategie belliche?) e - appena lo intendo - apprezzo l’intento "fondante" del libro. E’ una storia molto bella, romantica ma affatto melenza, perfettamente sviluppata e con ambizioni che rasentano la spirituale riflessione tra ordine e caos, sogno e determinazione. In un certo senso è un libro originale: il protagonista - "Ultimo" - è sapientemente in un angolo, mentre la luce del narrare è puntata sulle vicende di amici e parenti. E poi finalmente è una storia non proprio a lieto fine, di un amore fondamentalmente incompiuto ma intenso, che matura nella comprensione e condivisione del sogno personale di Ultimo, schivo e intransigente, perennemente bambino invecchiato. Un bel libro , buono per tutti, e quindi un valido regalo di Natale a soli 15 euro.
Forse per la tecnica riconoscibile e la rigorosità storica solite del Baricco in forma, mi tornano alla mente le puntate della sua trasmissione Rai "Pickwick". Che rimpiango più della lira.
L’immigrazione cinese comincia a coinvolgere sensibilmente anche Castelbuono. E Nomen Omen, oltre che la moda castelbuonese, ne “limane†influenzato.
Il Consiglio, il Palco e la Legione.
Eugenio Allegla l’ha spuntata su Pino Li Volsi. E’ Lui il nuovo Plesidente del Consiglio che subentla alla dimissionalia Sabatino. E’ un momento favolevole per la famiglia Allegla: il flatello s’ela lecentemente messo in bella mostla al Palco delle Madonie.
Limangono illisolte invece le questioni legate alla poltlona di Vice-Sindaco (è nota l’aspilazione dell’Assessole Leta) e quelle connesse all’esito delle plimalie nell’Unione per la scelta dell’avvelsalio da oppolle a Cuffalo alla Presidenza alla Legione. A meno che la Legione ci sia stlaniela potlebbero esselci lipelcussioni politiche anche da noi.
Olo da colsa.
Pale che l’appalente bizzalla idea del Sindaco Cicelo, di una lottelia nazionale legata al Gilo Podistico, stia plocedendo nel suo itel senza intoppi. In tloppi adesso ci auguliamo che la stlamba idea si concletizzi in un flusso economico pel la plima volta in entlata delivante dalla colsa.
Convention DS alla Lametta.
Dopo quattlo anni di silenzio tolna una liunione DS. Voci di popolo affermano che all’aglitulismo Lametta ci siano stati intelventi taglienti.
Soldi a palate.
Il sindaco di Bologna Coffelati (il cinese) e tutta la tliste vicenda delle violenze a Paligi. Il Ministlo Molatti, l’Onolevole Santachè che mostla il dito medio agli studenti in sit-in diflonte al pallamento. Chi a tolto, chi a lagione tutti si dimostlano soldi a palate.
I molti cinesi.
Molti dicono che non si capisce che fine facciano i molti cinesi. Non si contano all’anaglafe molti cinesi; mai visto in un negozio cinese il caltello “chiuso per luttoâ€. Niente allalmismi: in fondo un “lutto†può scappale a chiunque.
A “gypsy moth” looking (for).
Insito nel cerchio della morte, geometricamente inscritto dentro ciò che so mi concerne. Doppia perversione che mi altalena: lo smacco di beffarla eppure-appunto attratto da Lei stessa. A tratti la vedo.
Il titolo di questo articolo prende spunto da una scritta che capeggia un manifestino che circolava in paese dalla metà di agosto. Trattasi di un’informativa che comunica che "(…) giorno 23 settembre verrà istallata la statua di Padre Pio all’ingresso del paese(…)". La scritta in questione - piuttosto piccola nella forma ma importante nel contenuto - involontario suggerimento per la provocatoria titolazione è "Avviso sacro". Un po’ stordito dall’alta considerazione di sè mostrata dal manifesto, mi interrogo senza soluzione su cosa oggi si intende per "sacro".Consultando il dizionario scopro che il primo significato è:"che riguarda la presenza e le manifestazioni del divino, che si riferisce alla religione e al culto"; ed effettivamente, in quanto a "presenza", nel manifestino è ben in mostra il volto di Padre Pio. Ma si può definire sacro questo abuso di icone religiose? Il marketing ha mirato prepotentemente il target dei devoti. Oppure il rovescio della medaglia (con qualche effigie sacra ovviamente) sta nel fatto che è in corso una modificazione del concetto di culto, che sembra spostarsi nella necessità del possesso (pubblico o privato) di un’icona. Una crescente "esternazione" della propria spiritualità, sempre meno relegata alla sfera intima e sempre più materializzata in qualche statua o gadget, e con il sottofondo di apposite frequenze radio.
La semiotica è la scienza che studia i processi di significazione e, quindi, i rapporti che legano i "simboli" (i significanti) ai rispettivi significati. Sostengo che sia in corso una sorta di "distacco" della corrispondenza tra significati e significanti e proprio durante le "Giornate mondiali della gioventù" ne ho avuto la triste conferma. In tv noto strane e diffusissime croci gonfiabili, piuttosto grandi eppure - proprio perchè gonfiabili - assolutamente pratiche per peso e ingombro ridotti. Non è che nel proliferare di articoli sacri, Padre Pio stampati in qualsiasi gadget vendibile al genere umano e croci gonfiabili da facile trasporto abbiamo dimenticato cosa c’è dietro ad ogni simbolo sacro?
Non dimentichiamo il senso della Via Crucis (la croce pesava eccome!) e non trasformiamo Padre Pio in Che Guevara: ne abbiamo le magliette piene.
- Ottieni l’attenzione
- Identifica il problema
- Fornisci la soluzione
- Presenta le tue credenziali
- Mostra i benefici
- Dai una dimostrazione
- Fai un’offerta
- Dai una garanzia
- Sottolinea differenze
- Lancia l’azione
- Avverti
- Chiudi ricordando
Mi sento dentro a un maldestro film di fantascienza americano. E credo che dietro al nostro oggi ci sia davvero un minuzioso piano che mira al nostro imbecillimento. Mi immagino facilmente i bunker segreti con i planisferi illuminati di spalle alla scena; e la mega Azienda interplanetaria con una mission che si espande come l’universo. Che lavora di marketing mix per correggere gli andamenti del mercato, per creare nuovi trend insulsi, imbecillire con il tubo catodico, alimentare falsi miti e creare le pillole per ogni devianza. “E con l’abitudine ti spengon già , dando alla violenza una profondità â€.
Io corro a rispolverare l’antidoto che mi diede la mia cara maestra Lucia durante il primo anno di scuola elementare: “1 + 1 = 2″. E allora, insavito, torno a dirvi:
< < Ragazzi ci siamo abituati al fatto che un calciatore di serie C guadagni più del chirurgo. Ed adesso anche al fatto che in Inghilterra il mercato delle suonerie abbia superato quello della vendita dei Cd. Torniamo all'uno più uno: c'è qualcosa di storto, disimbamboliamoci e non legittimiamo perché l'abitudine crea l'assurdo nostro familiare. Dobbiamo prendere l'abitudine di non abituarci a nulla. >>
I cinghia-maiali, suini mutanti frutto dell’aberrazione di porci selvatici di facili costumi, da più di un anno hanno invaso i nostri boschi. Un tale sovraffollamento turistico delle nostre montagne non era stato previsto neanche dalle più rosee previsioni del Super Sindaco, che è già tentato di assumersene meriti. I cinghia maiali sono enormi, bruttoni e si muovono in branco come gli ultrà (solo ragionano un po’ meglio) e prolificano come conigli tenuti anni in clausura. Bisogna riconoscere che un po’ tutti sono “a caccia” di soluzioni, però secondo alcuni si potrebbe:
a) importare e liberare una discreta quantità di tigri siberiane, predatrici naturali del cinghiale, ed attendere che si ristabilisca un giusto numero di suini. A quel punto sorgerebbe il problema del sovraffollamento di tigri siberiane, risolvibile solo con adeguati sciami di zanzare del Congo. Per la zanzara congalese basterebbe la lucertola di Centomasi e, per quest’ultima, il gatto con gli stivali. Ed il gioco è fatto. Al gatto con gli stivali gli si fa ingerire una quantità di manna da guiness dei primati e lo si piazza accanto ai “babbi i litra” come attrazione turistica. Oppure gli si riconosce un assessorato;
b) indire un rigido coprifuoco diurno per suini;
c) parlare a quattrocchi con la manzotim.