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Proprietari (dei bar) di tutto il mondo unitevi. Uno spettro si aggira per il paese: lo spettro del palloncino. Le autorità locali sono state munite di bambinoso strumento per scovare chi fra i propri globuli ospita quantità discutibili di alcool. Se la fobia potrebbe causare una drammatica picchiata nei consumi, il guaio è soprattutto per i diversi consumatori concittadini che superano talvolta quell’irrisoria soglia (0,5 % nel sangue) corrispondete – si dice – a poco più di un bicchiere di vino. Secondo la nuova fanta-normativa si rischiano ben 10 punti. Premetto che un utilizzo ragionevole di questo strumento può evitare antipatiche sorprese notturne fra le strade. Nella sciagurata eventualità di incappare nella prova-palloncino, ho il dovere morale di suggerire alcuni metodi per provare in extremis a salvarsi mezza patente.
1) Se il vostro curriculum serae è maggiore o uguale a 37 birre, ingerite in un boccone il palloncino e dichiarate poi di non aver capito le modalità della prova. I carabinieri potrebbero alterarsi un po’. Insistete allora ad andare a bere un goccetto insieme per ripristinare la cordialità causata dall’incomprensione.
2) Se provenite da una festa – e presumibilmente avete dentro di voi una quantità di prosecco di cui non dispone più nemmeno la Gancia – abbiate l’accortezza di portare con voi uno di quei palloncini che arricchivano l’addobbo. Così, se incappate nella prova del palloncino, con audace sveltezza sostituite l’originale con il vostro. L’esame probabilmente rivelerà un eccesso di elio. Spiegate che Elio è un vostro amico che si da tante arie.
3) Se siete sportivi, non fumate e avete polmoni sani e capienti, inspirate profondamente tutta l’aria che circonda la via Mazzini e preparatevi a dare il meglio di voi stessi. Soffiate l’aria incamerata finché il palloncino non assume le dimensioni di una mongolfiera ufficiale (diametro 5,3 metri). A quel punto le autorità dovrebbero spiccare in volo tanto da proseguire i loro controlli - asseconda del vento – a Pollina o a Petralia.
4) Fate appello alle recenti normative nazionali in tema di giustizia. Dichiarate il vostro legittimo sospetto che il giudizio delle autorità vi appare inquinato e pertanto richiedete di far trasferire la prova in un luogo a voi più congeniale:
- nella bancarella dei palloncini tipica nelle feste. Sta a voi poi riuscire a motivare come mai il palloncino ha assunto la forma di un Pokemon.
- a Santa Maria, due giorni dopo. Dimostrerete all’allegra comitiva in divisa che siete in grado di gonfiare un materassino con cui scorazzare insieme fra le onde.
5) Dichiarate con fermezza che la vostra vettura è munita di pilota automatico. Se anche il vostro pilota automatico ha bevuto troppo e ha interpretato il rettilineo della via Mazzini come un susseguirsi di “scican”, non demoralizzatevi: andare al fresco, di questi tempi, non sarà poi così male!
Il gioco che propongo oggi è il tautogramma. Come dicono i vocabolari, tautogramma è frase o testo in cui tutte le parole cominciano con la stessa lettera, cioè hanno la stessa iniziale. Io lo reputo molto divertente e, qui di seguito, me ne servo per discutere una questione sempre attuale. Ovviamente alcune locuzioni risulteranno forzate dall’esigenza di esprimere il concetto prefissato e me ne scuso.
< < Parcheggio, percorribilità paese: puntuali problemi-pachidermi per partiti paesani.
Politici passati (per prototipo prendiamo Peppinello) provarono periodicamente parecchi provvedimenti producendo, purtroppo, proprio poco.
Piuttosto, presente Podestà , più precisamente parlasi Procuratore percorribilità paese (per persuaderci, professore presso pronto-soccorso) pianifica provvedimento: piazzare pesanti piante per piazze per precludere passaggi peregrini più perfezionare problema parcheggi. Parecchi pareri popolari proclamarono provvedimento pessimo, pochi pensarono positivamente. Piglia papà : per posteggiare presso professione pigliava per piazzetta, poi proseguiva persino per “puntacursa†. Popolo, pensandosi preso per posteriore, prometteva proteste, piagnistei, pizzicotti. Però poi pensarono: parlasi piccole piazzole pedonali; perlopiù, per poco, puoi pure posteggiarci. Politici pensarono perfezionamenti: presente posizione piante permette perfino passaggio per piazzetta, probabilmente prossimamente potremo passare pure per piazza.
Però, pare palese, problema posteggio permane: prodezze politiche poco placano preoccupazioni perenni. Per posteri problematico parere.>>
E l’annoso problema parcheggio richiama prontamente la questione turismo. Perché, diciamocelo pure, quei branchi sterminati di turisti, così desiderosi di lasciare qui i loro euro sonanti, non avremmo neppure dove metterli. Come agognare un turismo esteso oltre il reiterato target “domenicale†senza infrastutture d’accoglienza e, in primis, senza un posto dove tirare il freno a mano con altitudini non troppo diverse dalle zone di interesse?
In merito proporrei all’amministrazione un comunicato stampa , da diffondere ai potenziali turisti a mo’ di “ Paese perfetto. Precauzioni per posteggiareâ€.
Scusate se mi si è incantata la P.
< < Preavviso pratico (portate pazienza) per prevenire patemi, palpitazioni, pleuriti (potrebbe piovere, perlomeno periodicamente), prima penetrare paese, preferibile prenotarsi. Proibito precipitarsi. Posteggiando procedete piano, posizionatevi percorrendo pazientemente percorsi predisposti: precisione! Prendendo posto, poi, per piacere, prudenza. Perché parcheggiando potreste picchiare parecchi paraurti, provocando paurosi patratrac, poi, palesemente, perniciose parolacce. Pensateci: piccole precauzioni per prevenire pericoli permettono posteggi pacifici. Poi, per poter posteggiare, prima pagate. Per pagamenti, pochi paroloni, proponiamo patti puliti: pescate punti predisposti, preparate pezzi piccoli: pratichiamo prezzi popolari. Preferirsi piccoli palermitani: prendono poco posto però pranzano presso pizzerie. >>