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Archive for the ‘Nomen Omen’ Category

Enigmistica rossa.

Martedì
Mar 28,2006

Il doppio impegno elettorale alle porte, come un grande magnete, attrae a se’ ogni dibattito civile e mediatico.
Il doppio impegno, come un grande machete, rischia di compromettere il sano e pungente incedere del sarcasmo, assecondando quel clima paranoico che avvolge la satira italiana stracolma di tristi timori e riverenze. Con permesso, rischio di sottrarmi a tale scempio (e forse anche alla par condicio), per provare a riproporvi le scoperte fatte in materia d’attualità politica…

Perchè noi ed il nostro staff abbiamo avuto la conferma che dopo la magistratura, le cooperative, la stampa e l’arancia siciliana, di rossa abbiamo anche l’enigmistica e l’etimologia. Altro che par condicio!
Berlusco: “cieco” (dal latino “bis-luscus”, cioè “due volte guercio”) contro Prode: dal latino “prodeo”: “vado innanzi”. Una coppia perfetta: l’uno ha bisogno dell’altro; ecco perché dopo dodici anni i candidati premier sono ancora loro. Ma rimane un’etimologia sfacciatamente rossa, che ammicca e parteggia. Meglio sul fronte regionale: “piccola borsa” contro “colui che fa le cuffie” (dall’arabo “kufiia”: turbante, cappello). Borse contro cappelli, qui c’è un certo equilibrio.
Con gli anagrammi si torna di nuovo alle accuse personali nei confronti del “povero” leader del centro destra:
Silvio Berlusconi = il boss curvileneo / uscivi Borsellino
Ma anche l’anagramma del suo contendente lascia terrorizzati:
Romano Prodi = “morì pandoro”. Una previsione nefasta per il prodotto di punta della nostra economia locale, da scongiurare ad ogni costo.
A livello regionale il confronto è più serrato sui suggerimenti agli elettori:
Rita Borsellino = “noto ribellarsi”, Salvatore Cuffaro = “votare offuscarla”.

(Ah, mi torna in mente un altro anagramma, non si sa mai: Mario Cicero = “riecco ormai?”)

Ma come si fa a non vedere la piovra rossa presente in tutti gli apparati, anche in quelli del linguaggio? L’enigmistica è solo l’ulteriore complotto.
Pertanto ho deciso come farò a scegliere: mi informo più che posso. Poi voterò chi ha un curriculum più propenso alla satira (e scevro da prescrizioni).

Campanelli d’allarme

Martedì
Feb 28,2006

Anni or sono questa rubrica si occupò “dei citofoni”: scopo del gioco è creare coppie di cognomi che diano vita a locuzioni verosimili e simpatiche, combinando matrimoni fantastici (ma possibili) partendo da cognomi reali castelbuonesi: “Botta – Di Vita”, “Mammano – Morici”, per intenderci.
Oggi – si sa - la realtà supera la fantasia, pertanto passerei a segnalare alcune etichette autentiche, colte in veri citofoni e portoni del nostro paese (vi invito a segnalarne ulteriori). Perché Nomen Omen – in prossimità di lunghe e pesanti elezioni – vuol dare l’esempio e preferisce parlare del “vero”:

“Battaglia – Di Garbo”
“Coniglio – Di Pasquale”
“Conoscenti – Di Vita”
“Mitra – Sottile”.

Perché, se dobbiamo semplicemente fantasticare, tanto vale varcare almeno le soglie della Fiumara, in cerca di altri e ancor più divertenti gemellaggi. Attenzione, l’imbastardimento comporta sempre dei rischi:

“Pantano – Asciutto”, facendo coppia con famiglie tipicamente isnellesi; ma, ben più rischioso se di cognome fate “Leta”, maritarsi con cefaludesi. Badate al cognome del/della consorte: non so quanto accogliente possa sembrare una casa intestata “Leta – Maio”…

Flash da influenza cinese.

Lunedì
Nov 14,2005

L’immigrazione cinese comincia a coinvolgere sensibilmente anche Castelbuono. E Nomen Omen, oltre che la moda castelbuonese, ne “limane” influenzato.

Il Consiglio, il Palco e la Legione.
Eugenio Allegla l’ha spuntata su Pino Li Volsi. E’ Lui il nuovo Plesidente del Consiglio che subentla alla dimissionalia Sabatino. E’ un momento favolevole per la famiglia Allegla: il flatello s’ela lecentemente messo in bella mostla al Palco delle Madonie.
Limangono illisolte invece le questioni legate alla poltlona di Vice-Sindaco (è nota l’aspilazione dell’Assessole Leta) e quelle connesse all’esito delle plimalie nell’Unione per la scelta dell’avvelsalio da oppolle a Cuffalo alla Presidenza alla Legione. A meno che la Legione ci sia stlaniela potlebbero esselci lipelcussioni politiche anche da noi.

Olo da colsa.
Pale che l’appalente bizzalla idea del Sindaco Cicelo, di una lottelia nazionale legata al Gilo Podistico, stia plocedendo nel suo itel senza intoppi. In tloppi adesso ci auguliamo che la stlamba idea si concletizzi in un flusso economico pel la plima volta in entlata delivante dalla colsa.

Convention DS alla Lametta.
Dopo quattlo anni di silenzio tolna una liunione DS. Voci di popolo affermano che all’aglitulismo Lametta ci siano stati intelventi taglienti.

Soldi a palate.
Il sindaco di Bologna Coffelati (il cinese) e tutta la tliste vicenda delle violenze a Paligi. Il Ministlo Molatti, l’Onolevole Santachè che mostla il dito medio agli studenti in sit-in diflonte al pallamento. Chi a tolto, chi a lagione tutti si dimostlano soldi a palate.

I molti cinesi.
Molti dicono che non si capisce che fine facciano i molti cinesi. Non si contano all’anaglafe molti cinesi; mai visto in un negozio cinese il caltello “chiuso per lutto”. Niente allalmismi: in fondo un “lutto” può scappale a chiunque.

Articolo sacro

Martedì
Set 6,2005

Il titolo di questo articolo prende spunto da una scritta che capeggia un manifestino che circolava in paese dalla metà di agosto. Trattasi di un’informativa che comunica che "(…) giorno 23 settembre verrà istallata la statua di Padre Pio all’ingresso del paese(…)". La scritta in questione - piuttosto piccola nella forma ma importante nel contenuto - involontario suggerimento per la provocatoria titolazione è "Avviso sacro". Un po’ stordito dall’alta considerazione di sè mostrata dal manifesto, mi interrogo senza soluzione su cosa oggi si intende per "sacro".Consultando il dizionario scopro che il primo significato è:"che riguarda la presenza e le manifestazioni del divino, che si riferisce alla religione e al culto"; ed effettivamente, in quanto a "presenza", nel manifestino è ben in mostra il volto di Padre Pio. Ma si può definire sacro questo abuso di icone religiose? Il marketing ha mirato prepotentemente il target dei devoti. Oppure il rovescio della medaglia (con qualche effigie sacra ovviamente) sta nel fatto che è in corso una modificazione del concetto di culto, che sembra spostarsi nella necessità del possesso (pubblico o privato) di un’icona. Una crescente "esternazione" della propria spiritualità, sempre meno relegata alla sfera intima e sempre più materializzata in qualche statua o gadget, e con il sottofondo di apposite frequenze radio.
La semiotica è la scienza che studia i processi di significazione e, quindi, i rapporti che legano i "simboli" (i significanti) ai rispettivi significati. Sostengo che sia in corso una sorta di "distacco" della corrispondenza tra significati e significanti e proprio durante le "Giornate mondiali della gioventù" ne ho avuto la triste conferma. In tv noto strane e diffusissime croci gonfiabili, piuttosto grandi eppure - proprio perchè gonfiabili - assolutamente pratiche per peso e ingombro ridotti. Non è che nel proliferare di articoli sacri, Padre Pio stampati in qualsiasi gadget vendibile al genere umano e croci gonfiabili da facile trasporto abbiamo dimenticato cosa c’è dietro ad ogni simbolo sacro?
Non dimentichiamo il senso della Via Crucis (la croce pesava eccome!) e non trasformiamo Padre Pio in Che Guevara: ne abbiamo le magliette piene.

Problemi da porci.

Giovedì
Lug 14,2005

I cinghia-maiali, suini mutanti frutto dell’aberrazione di porci selvatici di facili costumi, da più di un anno hanno invaso i nostri boschi. Un tale sovraffollamento turistico delle nostre montagne non era stato previsto neanche dalle più rosee previsioni del Super Sindaco, che è già tentato di assumersene meriti. I cinghia maiali sono enormi, bruttoni e si muovono in branco come gli ultrà (solo ragionano un po’ meglio) e prolificano come conigli tenuti anni in clausura. Bisogna riconoscere che un po’ tutti sono “a caccia” di soluzioni, però secondo alcuni si potrebbe:
a) importare e liberare una discreta quantità di tigri siberiane, predatrici naturali del cinghiale, ed attendere che si ristabilisca un giusto numero di suini. A quel punto sorgerebbe il problema del sovraffollamento di tigri siberiane, risolvibile solo con adeguati sciami di zanzare del Congo. Per la zanzara congalese basterebbe la lucertola di Centomasi e, per quest’ultima, il gatto con gli stivali. Ed il gioco è fatto. Al gatto con gli stivali gli si fa ingerire una quantità di manna da guiness dei primati e lo si piazza accanto ai “babbi i litra” come attrazione turistica. Oppure gli si riconosce un assessorato;
b) indire un rigido coprifuoco diurno per suini;
c) parlare a quattrocchi con la manzotim.

Riesumare l’inciuria

Martedì
Mag 10,2005

Una rubrica come Nomen Omen non può esimersi dal celebrare l’alto valore storico e socio-culturale (i politici aggiungerebbero anche economico, ma non c’entra quasi mai) dell’inciuria.
Avviso n.1, specie per i più giovani: non tradurre con faciloneria nell’accezione italiana di “ingiuria”, che è semplicemente un “offesa fatta alla dignità altrui” . L’inciuria siciliana è tutt’altro. Purtroppo oramai un vezzo desueto, utile solo ai nonni per risalire immediatamente “a cu appartieni”, l’inciuria era più identificativa del cognome: una sorta di etichetta di famiglia, un marchio sulla stirpe. Meriterebbe una campagna di rivalorizzazione (che Nomen Omen prova a lanciare).
Avviso n.2: generalmente essa trae origini inspiegabili; pur se molto comuni sono i casi di riconducibilità al mestiere dell’allora capo-famiglia. Piddraru è semplice, ma Scalunieddru? Manciaracina? Champagne? Scravagliu? Nonostante abbia perso quel suo originario legame di senso, l’inciuria vale mezzo albero genealogico. Molti ignorano invece che Sant’Annuzza è un’inciuria preesistente al nostro Sindaco, ingannati dal fatto che gli calza a pennello.
Avviso n.3: è sempre più difficile, oggi, riuscire ad affibbiare nuove inciurie durevoli ai nostri compaesani. L’attuale disuso dell’antico coniare, o il forte radicamento di vecchie, rendono fragili e rarissime le inciurie moderne. Esistono eccezioni. Citerei militare e guatemala come valide new entry, inciurie cioè candidate a resistere alle insidie del tempo. Simpatico - e a quanto pare non unico - è il caso di Salvatore ‘u quartu, che per fratelli ha Vincenzo e Antonio, anch’essi “numerati”, fino a Francesco che è ‘u primu, Ovviamente non si tratta di papi o cardinali (questi anzi sono numeri ordinali) ed è interessante notare come sia divenuta una specie di inciuria il fatto stesso di “contare” tutta la progenia.
Avviso n.4: abbiate cori ranni e contribuite con le vostre inciurie, tramite il forum online del giornale, a quello che vuole essere un archivio completo ed attendibile che - ne sono sicuro - le edizioni Le Madonie si prodigherà poi di pubblicare in pagine patinate.
Avviso n.5: ispirarsi, perchè no, all’inciuria per registrare gli amici nel vostro modernissimo telefonino con fotocamera integrata. Altro che foto, affibiategli o restituitegli un’inciuria. Se siete bravi, l’inciuria è come un diamante: è per sempre.

Della musica a posto.

Venerdì
Feb 11,2005

Oltre al più recente “città della pace”, oramai da qualche anno Castelbuono vanta l’appellativo “città della musica”. Premesso che tali qualifiche non scaturiscono da Enti autorizzati ma ognuno può appiopparsi quello che più gli aggrada, il nostro bel paesello anni anni or sono si autoaffibbiò ’sto bel fregio (che neanche San Remo) a seguito delle vacche grasse del periodo (ricorderete Vecchioni, De Gregori, Baccini, Nomadi, ecc.). Quando si dice meriti guadagnati sul campo (sportivo, ndr)…
Oggi le vacche sono tenute a stecchetto e possiamo garantire per certo solo su “Castelbuono città denuclearizzata”.

A proposito di musica, nel forum online di questo periodico (consideratevi invitati a visitarlo) proponevo il gioco dei “brani opposti”, semplicissimo e a mio avviso molto divertente. Per intenderci immediatamente seguono i miei migliori esempi (come indice) estratti dalla mia collezione di titoli opponibili (come pollici). Attendo repliche nel web.

Black (Pearl Jam) / Bianca (Afterhours)
L’obeso (Gaber) / Ballad of thin man (Bob Dylan)
Walking on the water (Motorpsycho) / Nuotando nell’aria (Marlene Kuntz)
Fermati, scellerato (Mozart) / Curre curre guagliò (99 posse)
Margherita (Cocciante) / 4 stagioni (Vivaldi)

Ma la migliore è una doppia opposizione con due celebri brani di Battisti (chi coglie il senso faccia un fischio al fisco):
7 e 40 / Innocenti Evasioni.

Un vaccino contro la castelbuonesità.

Martedì
Nov 2,2004

Non ricordo esattamente in quale storico testo castelbuonese trovai, diversi anni fa, un passaggio molto interessante sulla “castelbuonesità”.
Ricordo si celebrava quell’indole nostrana ad osannare il nostro paese natale, se ne accreditava l’orgoglio campanilistico e si accennava a quella romantica sensazione che si prova arrivati al bivio di Pollina tornando in paese, anche solo dopo un’assenza di una settimana. Allo svettar il cor s’intenerisce, mentre il paese s’apre dinanzi alla vista, disteso come un vecchio addormentato (questa citazione facevate bene a non leggerla).
La “castelbuonesità” è una focosa verbosità quasi patologica, nota soprattutto fuori dal paese a malcapitati colleghi e amici di castelbuonesi. La patologia è spesso connaturata dalla variabile ambientale, che determina due stadi antitetici: se sei in paese i sintomi sono irritazione, denigrazione all’aministrazione e lamentele diffuse; fuori invece - alla presenza di genere umano - il castelbuonese osanna, Sant’Anna, la manna ect.
Chi più chi meno, ne soffriamo tutti: il nostro primo cittadino Mario Cicero è primo anche in questo.
Sapete che mi è successo? Facevo “una testa tanta” ad un mio collega di Zafferana - da buon portatore sano di castelbuonesità a Catania - sull’innovazione amministrativa dall’altissimo grado di civiltà rappresentata dalla raccolta differenziata porta a porta. Dopo una settimana lo stesso mi portava una pagina de La Sicilia (sabato 5 marzo, pag. 13) dal titolo “Sicilia, discarica a cielo aperto”. Nella speciale classifica dei comuni “buoni” e “cattivi” in materia di raccolta differenziata Zafferana Etnea era al quarto posto. E Castelbuono? All’ultimo! Con la percentuale di raccolta differenziata pari allo zero!
Sconsolato, restai zittito. Farfugliai qualcosa (”sono dati vecchi, l’innovazione è partita da un mese!”) ma lui niente: messa in discussione la mia totale credibilità di castelbuonese.
E, con l’avvicinarsi del Giro Podistico, come farò a convincerlo che è la corsa su strada più antica d’Europa?

Mercoledì
Lug 14,2004

Sostiene per ora
Rubrica di considerazioni incostanti per una sana e disimpegnata lettura estiva.

- La coerenza è la ricerca principale di ogni uomo, tuttavia è quello a cui ci si attiene più di rado.
- Il Volta-Gabbana non è una nuova coppia di stilisti, bensì un appellativo frequentemente riferito a politici poco coerenti con le posizioni assunte al momento del voto.

- Gli EUROPEI: le nazionali più blasonate - Italia in testa - perdono tutte.
- Le EUROPEE: ogni partito - a detta di portavoce - ne esce trionfante: vincono tutti.
- L’Euro= a perdere è il consumatore.

- L’Europa è un continente (geografico, politico ed economico), mentre Berlusconi è un incontinente (lessicale).

Quanto consta all’anagramma*.
Rubrica inflazionata, senza offesa, di anagrammi e relative interpretazioni.

Mario Sottile = Mi salottiero!
Esclamazione che nasce dai recenti inciuci (che bella parola!), che - almeno a me - suonano molto da “dopo-cena d’alto borgo”. Nè la celebre “Ballata di un uomo Sottile” di Bob Dylan, nè “Il ballo del potere” di Battiato bastano a far da colonna sonora alle danze del nostro in sede di Consiglio.

Mario Cicero = Ricercai omo
Parodia dell’ Ecce Homo di Nietzsche a cura del nostro Sindaco. Sia la ricerca interiore che la battagliera vocazione all’autocelebrazione sono degne del capolavoro germanico.

Scancarello = So cancellar.
L’anagramma risponde esaustivamente al quesito: “Quali proponimenti dall’assessore al turismo, quale l’apporto, quali le aggiunte programmatiche alle attività cittadine?”

* Per chi si fosse collegato solo in questo momento, l’anagramma è l’oracolo che svela i misteri celati di un nome. Un’immischiata ragionata eppur rivelatrice delle lettere che compongono la frase/parola di partenza.

Un giro per il paese

Mercoledì
Lug 7,2004

La 99° edizione del Giro Podistico di Castelbuono si è da poco conclusa e già il team organizzativo sta lavorando per allestire un memorabile centenario. L’edizione di quest’anno – 2024 – ha finalmente usufruito della piena visibilità nazionale grazie alla diretta, giustamente a reti unificate, da parte di Rai, Mediaset, Sky e comunque di tutte le emittenti disponibili attraverso il digitale terreste e quello subacqueo. Sarà stata la legittima copertura televisiva a reti unificate a far gola ai nuovi sponsor McDonald e Vodaphone? Tant’è, non abbiamo potuto che apprezzare il loro supporto, non solo economico, che ha colorito la recente edizione sostituendo il tedioso spugnaggio con succulenti cheesburger ed inserendo il collegamento a caldo con i corridori tramite apposito telefonino Vodaphone durante la corsa.Come dimenticare l’intervista in dirittura d’arrivo, proprio nel bel mezzo dello sprint finale (peraltro perso), con il corridore keniano che indugiava alla ricerca di un interprete? Oppure la “Gara delle Istituzioni”, successiva a quella dei bambini, che ha visto il trionfo di misura del nostro pluri-sindaco On. Mario Cicero sull’On. Vicari? Come da etichetta, il vincitore della gara delle istituzioni concorrerà il prossimo anno alla gara maschile, pur se con 3 giri di vantaggio e la lambretta di Emilio a disposizione. La lotteria internazionale 2024 abbinata al Giro Podistico è stata vinta – come tutti sappiamo - da un tale Ignoto Fortunato grazie ad un biglietto venduto nella catena canadese di ricevitorie Barreca. Discutibile semmai la scelta di Raffaella Carrà come madrina del sorteggio: in esasperata e testarda voglia di continuare a dar spettacolo (nonostante sia pressoché coetanea del nostro Giro) c’è toccato assistere all’ultima fatale spaccata. L’annuncio del biglietto vincitore è passato allora a colui che ha saputo rubare prontamente la scena alla disgrazia della Carrà: Giuseppe “defeca-stradine”.Da quando il nostro iper pluri Sindaco On. Mario Cicero ha risolto in prima persona il conflitto in Medio Oriente tra arabi ed israeliani, il Giro Podistico ha assunto significati di pace sempre più alti (talmente alti che alcuni seguono la corsa da Liccia): esemplare l’obbligo da parte dei corridori di scambiarsi - ad ogni sorpasso - un segno di pace. Chissà allora quali sorprese ci attendono per il prossimo anno, in occasione della centesima edizione, quando – ci assicura il nostro pluri Sindaco On. Cicero – si completeranno i lavori dell’aeroporto “Liccia” e dell’ultima tratta di metropolitana “Sopra il ponte – Cappuccini”.