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Come di rito - 5 anni fa la rubrica nasceva anagrammando la giunta insediata - salutiamo la nuova amministrazione concentrandoci sul cognome.
Accorto, difendi le casse comunali dalle richieste dei tanti.
Fiasconaro: osano cifra
Politiche giovanili di qualità .
Genchi: che gin!
Sarà d’accordo con le “palme” in piazza?
Marsiglia: sigla rami?
Lo erano, lei e l’entourage, ai nastri di partenza…
Pitingaro: già pronti
Attività produttive: grande ristorazione, ma stavolta votata al pesce.
D’Ippolito: ti do polpi
Ma un regalino anche ai candidati Sindaco, nome incluso.
Grandi comizi i suoi, efficaci e - non sempre volontariamente - divertenti.
Mario Cicero: eroicomica
Il candidato di Sinistra Democratica riteneva che i due candidati “big”, grosso modo, si equivalessero. Nel male.
Nuccio Di Napoli: lupi coincidano
Ma della Vicari ne ha parlato solo Cicero?
Antonio Campo: poco nominata
Alcuni considerano il suo campanilismo quasi maniacale.
Sandro Bonomo: danno morboso
Scusate se mettiamo il dito nella piaga, se torniamo a parlare di asini, ma una rubrica simpaticunazza come Nomen Omen deve farlo per forza, e magari in modo diverso.
Qualcuno potrebbe pensare - specialmente coloro che sconoscono Castelbuono e il suo bizzarro sindaco in cerca di riconferma - che questa degli asini sia una trovata particolarmente originale ma unica: una “sparata” - così - estemporanea. E invece no.
Mi preme informare la gente dell’esistenza di un ampio progetto organico (in tutti i sensi!), che coinvolge una moltitudine di specie di animali impiegati in mansioni svariate, dall’utilità indiscutibile. Ecco i prossimi tre impieghi bestiali.
Gazzella cheniana: (Gazzettya Kiptache) Passo lungo e veloce, struttura esile ma capace di sorreggere un uomo di medie dimensioni. Fulminea nei percorsi storici, si troverebbe a suo agio nel precedere i corridori del Giro podistico - con in sella fotografi, speaker, rappresentanti istituzionali - sostituendo “gli inquinanti e costosi veicoli tradizionali”.
Cammello cipreo: (Dromedarius quartercannolibus) Sguinzagliati solo nelle giornate più torride dell’estate castelbuonese, quattro simpatici cammelli vagherebbero in libertà per il corso. In previsione della secca delle fontane, vista la carenza di piogge invernali, i cammelli - grazie alle loro riserve nelle gobbe - dispenserebbero l’acqua ai passanti assetati.
Pappagallo castellano: (Myiopsitta vassallico) Dalle regioni temperate del Sud America, ecco un pennuto impertinente, variopinto ed instancabile. Ideale in portineria all’entrata del Castello o persino come guida turistica. Se ben educato, funziona anche come macchinetta obliteratrice dei biglietti. Avvertenze: tenere fuori dalla portata dei bambini; i bimbi più monelli potrebbero insegnargli parolacce.
Notizie brevissime, attuali ma un po’ storpie.
Patiti di governo.
La politica ha definitivamente avviato la sua diatriba elettorale: ne parlano tutti con passione.
Rifiuti soliti urbani.
Ad una seria politica ecologica continueranno a dire sempre no.
Sotto mentite sfoglie.
Secondo alcune ricerche, la Testa di Turco potrebbe contenere OGM.
Dosso di sera per tempo si svela.
Si raccomanda ai viaggiatori di fare attenzione, specie se in carenza di luce, in prossimità dei moderatori di velocità .
Auguri!
Natale e Felice hanno un uovo.
Tiriamo un sospiro di sollievo: per la prima volta in Italia vi è stata un’inversione di tendenza sul successo dei reality show. I tanto odiati (e seguiti) programmi televisivi zeppi di vuoto e di trash, che fanno leva sulla curiosità popolare più futile, mostrano un primo calo tendenziale rispetto agli anni precedenti. Ma anche la nostra quotidianità talvolta assume le fattezze di un duro reality e così, in anteprima mondiale, Nomen Omen vi propone i tre principali reality castelbuonesi, non ancora molto noti ma già in corso. Dove, purtroppo, non potete cambiare canale.
Il grande gioco di società (civile).
Reality anomalo, che somiglia più ai tanto cari giochi da tavolo oramai desueti (una sorta di monopoli, anche se a volte taluni escono i carramatini del risiko). I partecipanti - rigorosamente e/o apparentemente fuori dallo scenario politico attuale - tirano i dadi intorno a dei tavoli di discussione e muovono le proprie pedine all’interno. E’ necessario innanzitutto costituire un’aggregazione, mostrare moralità e pragmatismo, ripudiare - pena la squalifica dal gioco - il ruolo dei partiti, e poi ritagliare all’interno un proprio spazio. Questo ritaglio non costituisce una tessera (ndr, di partito) ma, se siete stati bravi, potrete ugualmente presentarlo in
un’eventuale convergenza con la politica ufficiale.
I fusti e i secchioni.
Niente a che vedere con il gettonatissimo “La pupa e il secchione” di Canale 5. Qui è la realtà di un nostro Sindaco che - si dice anche in prima persona - verifica la pertinenza dei rifiuti differenziati nei fusti e nei secchioni dell’immondizia. Is it reality? Yeah, it is.
Gli insindacabili.
Il format televisivo più seguito degli ultimi tempi.
Una decina di nomi più o meno “eccellenti” vengono gettati nell’arena politica, in una stramba bagarre che porterà alle candidature per il ruolo di primo cittadino. Attraverso mesi di confabulazioni, piccoli scandali ed alleanze, solo tre o quattro “insindacabili” riusciranno ad arrivare sino alla fine e a vincere l’agognata candidatura. Nel frattempo i partecipanti dovranno esibire tutta la loro maestria nel giocare d’astuzia: allearsi, avanzare pretese, corteggiare sottobanco. Uno spettacolo avvincente, sicuramente ricco di colpi di scena e di suspance, specie in occasione delle nominations con il voto del pubblico da casa: le temutissime primarie…
ps: (pubblicità )
Potrete seguire le avventure de “Gli insindacabili” e de “Il grande gioco di società civile” nel nascente www.castelbuono.org, portale aperto al contributo della cittadinanza, dal sottotitolo “fatti e opinioni del tutto castelbuonesi”.
Sono oramai lontani gli anni dei grandi concerti con i “big” della canzone italiana (De Gregori, Vecchioni, Nomadi ecc.) allo stadio comunale. L’epoca delle “vacche grasse” destinate al capitolo turismo, quando le estati castelbuonesi offrivano persino più di un appuntamento per sera.
In quegli anni Castelbuono ostentava con orgoglio - nelle locandine degli eventi e nel programma delle manifestazioni - l’altisonante epiteto “Città della musica” fregiandosi di una qualche (discutibile) vocazione in materia o, quantomeno, manifestando una chiara dichiarazione d’intenti. Ho sempre pensato che, se non sostenuta con adeguata forza e competenza, tale “specializzazione turistica” risultava piuttosto esosa e sicuramente poco originale. L’investimento, come dire, non valeva “la candela”: il caché dei grandi cantautori non teme confronto con il pubblico pagante reperibile nei dintorni. E, sinceramente, neppure il ritorno d’immagine è granché apprezzabile se l’offerta artistica si riduce unicamente all’esibizione musicale dell’artista, decontestualizzata da un legame con le tradizioni, le vocazioni e la cornice che il territorio offre. In quegli anni però, “Città della musica” lo si leggeva anche nei manifesti delle rassegne allora minori: i nascenti festival Ypsigrock e Castelbuono Jazz Festival. L’impostazione di questi, differente per forma e sostanza, mirava a costruire innanzitutto l’evento, il “contenitore” dei concerti e, in quanto festival di genere, a rivolgersi ad una più chiara nicchia di pubblico e puntare, tramite la regolare periodicità , ad ottimizzare negli anni la popolarità della manifestazione stessa, quasi a prescindere dall’interprete di turno.
E difatti col passare degli anni le due rassegne hanno acquisito quella “maturità ” necessaria per divenire un appuntamento noto ed apprezzato dai rispettivi pubblici. Da un lato l’Ypsigrock, di matrice giovanile anche nell’organizzazione, è riuscito ad espandere la propria notorietà oltre i confini regionali e a veicolare quindi, neanche tanto indirettamente, le peculiarità di Castelbuono ad un “target” altrimenti davvero difficile da raggiungere. Sperare in una massiccia frequentazione del paese da parte di giovani è solitamente una vera e propria chimera. Dall’altro lato il Castelbuono Jazz Festival che, più supportato da enti pubblici provinciali e regionali, con la qualità degli artisti abbinata alla cornice che i nostri scenari sanno offrire, ha allietato le serate di un pubblico più maturo e, molto probabilmente, più nella condizione di spendere e apprezzare, per esempio, la nostra offerta gastronomica. Un bilancio più che positivo quindi, confermato dall’ottimo riscontro di pubblico della recente edizione: la decima per entrambe le rassegne. Una sorta di “giro di boa” che non ha deluso le aspettative dei rockers siciliani, esaltati specialmente dalla fantastica serata di chiusura dei concerti con il rock’n roll di Jon Spencer del progetto Heavy Trash. Un autentico pienone di gente ed applausi, di fuochi d’artificio e gioia condivisa, che ha generato la solita scia di apprezzamenti nei confronti della nostra comunità da parte dei numerosi avventori e campeggianti. Discorso simile vale per il Jazz Festival che, nonostante il ridimensionamento allo stanziamento promesso dagli enti sovracomunali, ha ugualmente offerto un’intera settimana di concerti, molti dei quali di prim’ordine: su tutti i prestigiosi Rava, Bosso, Zurzolo e Buzzurro ed il ritorno del giovane talento Cafiso. La “maturità ” cui mi riferivo sopra passa anche per i “corollari” che un festival è in grado di proporre, ed anche qui le due rassegne riescono, da qualche anno, a non deludere. L’Ypsigrock vanta un funzionale camping istallato nell’area attrezzata di San Focà che riscuote un consenso sempre crescente, contribuendo parecchio alla fruibilità e all’economia dell’evento. Inoltre la seconda edizione della “Retrospettiva Sys”, il concorso di cortometraggi che chiude i concerti, ha finalmente trovato una chiara dimensione qualitativa sia in termini di opere partecipanti che per contesto e abbinamento offerto.
Il jazz sta riuscendo invece ad amalgamarsi con il tessuto giovanile, con i diversi musicisti in erba che trovano spazio, seppur periferico, all’interno della settimana dei concerti. Regalando finalmente, ai numerosi talenti castelbuonesi che studiano musica durante l’anno, una vetrina prestigiosa e il fondamentale confronto con musicisti più affermati.
Anche gli assemblamenti improvvisati quest’anno, in forma di jam session post-concerto, ne sono una piacevolissima riprova.
Questa direzione intrapresa, a prescindere da eventuali mutamenti negli interpreti della politica locale, pare essere la più sana e naturale caratterizzazione per una “Castelbuono, cittadina della musica”.
E’ molto probabile che ancora oggi la donna subisca il cosiddetto “fascino della divisa”. Ma è praticamente certo che non abbia mai riflettuto sul fatto che “divisa”, con il termine “uniforme”, sia sinonimo e al tempo stesso contrario. (Ed in fondo non vedo perchè doveva trovarsi a riflettere su questa perversione semiotica). Sinonimi intendendo per entrambi l’accezione “abito ufficiale” e contrari alludendo a “divisa” come aggettivo (”separata”), antitetico a “uniforme” come “omogeneo”. Pensavo a questo, su input del gota italiano in materia (Stefano Bartezzaghi), durante i giorni del festival Ypsigrock, quando ammiravo cinque gendarmi locali in divisa (uniforme) e un paio in borghese (qualsivoglia abito civile) vagare all’interno dell’area concerti e perquisire - poco in disparte - buona parte dei capelloni presenti in piazza. Con esiti - mi giunge da voci di popolo - assolutamente deludenti. C’è chi si è imbattuto persino in una richiesta, da parte di pubblico ufficiale tropicalmente in borghese, di una “mappa” (o “cartina”). Insomma, non capivo se i carabinieri locali fossero con la loro presenza indissolubile una forza appassionata e sostenitrice dell’evento o un’entità “divisa” - per intenti e modi - dal progetto comune. Se entusiasti della musica o solo degli stereotipi al rock volgarmente connessi. Tuttora non risolvo il dubbio. Ma di una cosa sono abbastanza convinto; nel rock qualche pericolo c’è: la sicurezza non è neppure discreta.
Una lepre con la testa di un ariete, che semina gazzelle e ghepardi nel deserto africano. Così, per corsa attonita. Si vede: sono rimasto folgorato dal giro furioso di Davide Ciolino. Oltre alla valenza emozionale della breve ma intensa impresa, è occasione per riflettere sul paradosso di un grande appuntamento podistico che vive in una comunità che non pratica la disciplina, che porta avanti una tradizione sportiva, di cui siamo solo cornice, deperibile in un sol giorno. Ripeto, sono rimasto “incantato” dal fuga ciolinesca. Mi si è bloccata la C.
Cara Cursa,
che con capacità chiami campioni continentali, calamìti capitali capitolini, crei cotante combine con certe corse, com’è che continua carenza con corridori castelbuonesi? Certi comuni circostanti concorrono con club cadetti credibili! Credo che - con certa convinzione comunale - crescerebbero corridori capaci. Citiamo Ciolino che, con cadenza cruenta, cuore coraggioso, caviglia cigolante, carpì “contentino” contro campioni, capitanando corso conclusivo. Così clamoroso calore cittadino, così confuso conduttore catodico. Così contenti concittadini cablati, così costernato Comitato co-organizzatore, convinto che cominciasse cospirazione castelbuonese contro cheniani. Considerarono: ciao cena…
Quattro cose da cui tenersi lontano per trascorrere serenamente l’estate castelbuonese. In altre parole, quando il sole è cocente, consigliamo caldamente di evitare:
Sopra il ponte.
Non lasciatevi ingannare dall’estetica tropicale delle palme: evitate soste prolungate in Piazza Matteotti. Essendo uno snodo fondamentale per il traffico, anche lo smog cittadino è solito incontrarsi e permanere nella piazza. Con l’alta temperatura il carbonio lega con i vostri vestiti come vecchi amici per la pelle. Talvolta vanno a bere qualcosa insieme e non vi invitano.
Le discussioni “infervorabili”.
In primis, politica e calcio. Nonostante i mondiali, il caso Moggi terrà banco e, nonostante la buona volontà , uno juventino sarà sempre uno juventino.
Attività sportive negli orari di punta.
Se siete amanti dei tornei sportivi estivi - dal calcetto alla pallavolo, dal tennis al podismo - è indispensabile il propedeutico allenamento. A chi si cimenta nell’atletica è però opportuno ricordare di evitare imprese da Bordin nelle ore calde della giornata. Difficilmente sarete in grado di terminare un solo giro del circuito della “cursa”, in compenso assumerete l’abbronzatura dei kenioti, nell’originale versione maculata detta “abbronzatura da muratore” (con il tipico tatuaggio della tshirt in chiaro-scuro).
Il bus navetta.
Per risparmiare sui costi di gestione, pare che il sindaco voglia adoperare navette prive di climatizzatore. A monte v’è però un’idea geniale: fare del caldo un vero e proprio business turistico. Coibentando ben bene e lavorando un po’ sull’aspetto dei bus, si punta a vendere ai turisti un’innovativa proposta di “sauna mobile”. Giro turistico del paese con salutare sudorazione annessa, atta ad espellere tossine e calorie in eccesso. Con un piccolo surplus sul biglietto si ha diritto ad un massaggio shiatsu ad opera degli ausiliari del traffico, con apposite fermate alla Fiumara per le sedute di fangoterapia.
Diciamolo chiaramente: tradire la fiducia della popolazione è diventato lo sport nazionale, praticato da troppi e con i picchi più alti proprio ai vertici delle stanze dei bottoni.
Un tempo quantomeno, alla carenza di pane andava corrisposta una contropartita di adeguato “circense”: distrazioni per le masse cioè, in forma di mix tra frivolezze, sport, bagni di sangue e spettacoli epocali vari, così da riuscire a far dimenticare ristrettezze e calamità , e recuperare eventuali, perniciosi, malumori di piazza. Oggi ci hanno corrotto anche il gioco (o meglio, corrotto lo era anche prima, solo che adesso è lecito parlarne con piglio da notizia ufficializzata) e va ad aggiungersi alle moltitudini di sproporzioni e nefandezze tipiche dell’angusto pianeta dell’alta finanza e dello “show business”. Fiorani, Fazio, Consorte - che con il calcio non c’entrano nulla ma con le banche ed i risparmi della gente sì - sono impelagati in un intreccio, per noi comuni mortali imperscrutabile, di capitali, politica, e chissà cos’altro. Giusto per ricordare il contesto dove si legifera. Nel frattempo il calcio d’alto borgo è più marcio delle tribune inagibili del nostro stadio comunale; e Vieri, ancora oggi, per stare in panciolle, guadagna 7 milioni di euro l’anno (convertendo in adozioni di bambini a distanza, potrebbe sostenerne 35.000). Insomma, non ci resta che spostare l’attenzione verso le nostre piccole grandi glorie locali. E dargli lustro. Ecco allora le recenti (fantastiche) semifinali del Castelbuono in Coppa Italia regionale (entrambi gli incontri terminati in pareggio, ma turno non superato per il gol in trasferta dell’avversario), con il grande impegno profuso dai ragazzi e dalla famiglia Prestianni, il gol del pareggio di “Super Viscè Spallino” con lo spalto (ndr, “spalto” è il singolare inusuale ma esistente di “spalti”) pieno e festante. Oppure, nostalgicamente, l’amichevole in casa tra il Castelbuono e il Palermo di capitan Biffi (a quell’epoca in C, credo), con Viscè “Stoppino” Fiasconaro pronto a raccogliere e nascondere con la maglia un rilancio del portiere. Questo si che è show.
Dio benedica il rock & roll e la gente genuina.
Prima che tocchi alle Regionali, disintossicatevi un attimo dalle campagne elettorali con queste piccole pillole di satira. Prendetele a stomaco pieno, e senza offesa.
Freddure primaverili.
- Comunque vadano le ultime verifiche alle schede elettorali, sembra proprio che i coglioni siano più di due.
- A forza di esportare democrazia, non è che in Occidente cominci a scarseggiare?
- Avanti, miei prodi, spiegatemi adesso come si “organizza un po’ di felicità ”…
- 1964, inizia la titanza. 2006, l’anno preso. Secondo me qualcuno ha commesso qualche errore.
Campagne romane.
- Marione Cicerone resiste alla congiura di Catilina, ma tentenna sui risultati locali delle politiche. Per rafforzare la risicata maggioranza del centro sinistra, imparando da Caligola, candida a senatore un cavallo.
- Stringato e diretto come solo i grandi condottieri (e pubblicitari), Silvio Berlusconi declamava: “Veni, vidi, Ici. ”
- E dopo estenuanti calcoli e valutazioni, il grande politico e oratore Cicerone si annuncia alla legione…