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Archive for the ‘Blog la digestione’ Category

Combatti il massacro

Martedì
Mar 28,2006

Il governo Canadese ha deciso di estendere la caccia alle foche e di permettere così il massacro di circa 1 milione di foche in tre anni.
L’Italia è complice di questo massacro. Il nostro paese è uno dei principali produttori di pellicce di foca e di prodotti derivati. Una responsabilità diretta di tutti quegli stilisti e case di moda che propongono le pellicce nella loro collezione e di tutte quelle persone che godono nell’indossare lo scalpo di poveri animali.
 
COSA PUOI FARE:
1) Firmare la petizione internazionale sul sito dell’IFAW.

2) Boicottare il turismo in Canada! Informa della tua scelta i tour operator italiani che lavorano con il Canada ed il loro ente turismo!
Alcuni indirizzi a cui scrivere:
staff@turismo.canada.it, darwin@darwinviaggi.com, canada@giverviaggi.com, canada@hotelplan.it, info@seiviaggi.it, turisanda@turisanda.it
Esempio messaggio:
Egregi Signori,
ci uniamo alle proteste internazionali contro il massacro delle foche in Canada.
Le immagini giunte grazie all’IFAW non possono lasciarci indifferenti, quello che stanno compiendo in Canada è una vera carneficina.
Finchè il Canada non vieterà simili barbarie ci impegneremo a boicottare il turismo in Canada.
I tour operator in copia sono pregati di tenere in adeguata considerazione le nostre richieste e di interrompere qualsiasi contatto con un Paese così
barbaro.
Chi sponsorizza il Canada è complice del massacro.
Saluti
NOME COGNOME, CITTA’

3) Scriviamo al Ministero canadese della pesca e degli oceani
Email: Min@dfo-mpo.gc.ca, info@dfo-mpo.gc.ca
Messaggio Tipo:
I wish to protest against the MASSACRE of seals that the Canadian government
has recently permitted.
I’m convinced that the world is DISGUSTED by this cruel decision.
Best regards,
NOME, COGNOME
STATO

4) Restano valide tutte le campagne antipelliccia, come: boicottare gli stilisti ed i negozi che le vendono, trattare nei giusti modi le persone che le indossano, boicottare trasmissioni TV e giornali che le pubblicizzano.

5) Diffondere questo link per email o pubblicare questo testo nel tuo sito.

SE NON FAI NULLA DI TUTTO CIO’ - SE HAI LE PALLE - GUARDATI QUESTO VIDEO E, SE ANCORA NON FAI NULLA, VAFFANCULO, E NON TORNARE MAI PIU’ IN QUESTO SITO.

Rumble Tumble

  • Filed under: Letture
Martedì
Feb 14,2006


Rumble Tumble
J.R. Lansdale

Einaudi

Narrativa di genere (american/noir), che si porta dietro tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Si legge in poco tempo, si divora e diverte, ma un po’ scontata e grossolana, dal finale deboluccio. Resto complessivamente soddisfatto dalla lettura - mi andava un libro “cascata” dopo diversi tentativi abortiti - e porto a casa pure sonore risate. Il pulp, in fondo, mi è sempre fottutamente piaciuto.

Mercoledì
Gen 18,2006

Nonostante fosse nota l’influenza della pubblicità sulle nostre menti rimanevano ancora sconosciuti i settori del cervello su cui agisce il messaggio degli spot. Una ricerca dello studioso John O’Doherty, della divisione di Psicologia e scienze sociali dell’Istituto di tecnologia della California, ha fatto luce su questo importante processo. Nello studio, pubblicato sulla rivista Neuron, O’Doherty ha dimostrato come la pubblicità agisca sui centri del piacere e della gratificazione. Ma l’importanza della scoperta è nel fatto che aiuterà a chiarire i processi alla base di gravi problemi come le tossicodipendenze e la depressione.

Le aree coinvolte nel funzionamento base della pubblicità sono il mesencefalo e il corpo striato ventrale, rispettivamente centri del piacere e della gratificazione, le stesse implicate nelle tossicodipendenze e in alcune malattie psichiatriche. La reazione del nostro cervello a uno spot è caratterizzata dall’associazione tra uno stimolo e un prodotto. La pubblicità semplicemente funziona proponendo lo stimolo e lavorando subdolamente per associarlo al prodotto.

Attraverso l’utilizzo di una tecnica non invasiva come la risonanza magnetica, gli esperti hanno potuto osservare lo striato e il mesencefalo in un gruppo di volontari valutando le loro reazioni all’offerta di quattro diversi gusti di succhi di frutta. Dopo avere registrato le iniziali preferenze dei soggetti, i neurologi hanno creato degli stimoli visivi associati a ogni gusto. Il controllo sulle zone scoperte ha reso possibile verificare l’attività cerebrale in risposta agli stimoli, controllando la coerenza con le dichiarazioni iniziali del soggetto.

I ricercatori hanno notato che il mesencefalo ha un’attività più intensa se lo stimolo è legato al gusto preferito del soggetto. Il corpo striato reagisce invece con dei picchi quando è esposto agli stimoli sul gusto preferito o su quello meno amato. Dunque l’attività neurale di queste regioni descrive fedelmente le preferenze e le scelte individuali dei soggetti.

“Abbiamo mostrato - ha dichiarato O’Doherty - come il cervello può imparare ad associare stimoli neurali emozionali con stimoli sensoriali che hanno un valore soggettivo. Dopo che queste associazioni si sono consolidate, lo stimolo emozionale può sostituire il valore soggettivo del prodotto cui è stato associato”. “Dunque - continua il ricercatore - l’attività neurale in queste aree è legata alle nostre scelte quotidiane, anche quelle in un supermarket”.

(La Repubblica)

Mercoledì
Gen 11,2006

Takk
Sigur Rós
Verranno ad Ypsigrock, ne sono certo, a sciorinare rugiada e vari Andvari. E quel giorno dirò Takk.

Micah P. Hinson And the Gospel of Progress
M.P.Hinson
With Hinson there’s a lot to Waits… Un bimbo nato con la voce di un barbone ferito.

Illinois
Sufjan Stevens
Ricco di sorrisi. Sbalorditivo e divertente per quanta bontà ha dentro.

Non al denaro non all’amore nè al cielo
Morgan
Apprezzabile anche dai puristi del magno De Andrè. Un omaggio difficile, ma ottimamente riuscito.

Ballate per piccole iene
Afterhours
Un album che mi ha segnato, di riflesso, a cui associo emozioni e ricordi molto forti. Lo metto in lizza principalmente per questo, ma anche perchè è l’ultimo lavoro di una band che continua a non deludermi.

Martedì
Dic 20,2005

In giro ho letto i 7 difetti di cui può soffrire un blog. Non mi sono mai sentito parte dell’affascinante baraonda dei “blogger”: da parte mia c’è poco interesse a pubblicare con costanza, piuttosto preferisco concretizzare online le parti pubblicabili di un ipotetico diario del mio emisfero cerebrale razionale.
Mi limito semplicemente ad usare alcune potenzialità di questo strumento, ma passo ugualmente una mano nella e-coscienza.

1) Using Free Blog Hosting Services
[non vedo più di tanto il problema, ma fin sto ok]
2) Ignoring the Basic Principles of Good Web Site Design and Usability
[mi difendo discretamente]
3) Being the Jack Of All Trades
[qui casco male]
4) Not Posting Regularly
[anche qui maluccio]
5) Publishing Badly Written Posts
[vedi punto 2]
6) Spamming and Stealing
[non frego mai da altri, ma - per questo post - ho preso spunto]
7) Failing to Establish a Personality
[non più di tanto, mi svelo poco]

Spalla.org è un cantiere aperto. Si prega di non transitare ai non autorizzati.

Questa storia

  • Filed under: Letture
Mercoledì
Dic 14,2005


Questa storia
Alessandro Baricco

Ed. Fandango

Lo comperai "a scatola chiusa", per un regalo: in Baricco riconosco una certa "affidabilità" (indispensabile in caso di regali) e nutro aspettative nei suoi lavori. E poi l’ingresso in Fandango andava premiato: così presi il libro e aggiunsi pure la promessa di guardare un film (ndr, "Texas" di Palavidino). Così finisce che leggo il primo capitolo in aereo, mi piace un casino e mi trovo costretto a chiedere una proroga nella consegna del regalo. A figuraccia compiuta leggo con regolare avidità il prosieguo, forzandomi un po’ dapprincipio (forse l’intreccio rallenta un po’ troppo nelle strategie belliche?) e - appena lo intendo - apprezzo l’intento "fondante" del libro. E’ una storia molto bella, romantica ma affatto melenza, perfettamente sviluppata e con ambizioni che rasentano la spirituale riflessione tra ordine e caos, sogno e determinazione. In un certo senso è un libro originale: il protagonista - "Ultimo" - è sapientemente in un angolo, mentre la luce del narrare è puntata sulle vicende di amici e parenti. E poi finalmente è una storia non proprio a lieto fine, di un amore fondamentalmente incompiuto ma intenso, che matura nella comprensione e condivisione del sogno personale di Ultimo, schivo e intransigente, perennemente bambino invecchiato. Un bel libro , buono per tutti, e quindi un valido regalo di Natale a soli 15 euro.
Forse per la tecnica riconoscibile e la rigorosità storica solite del Baricco in forma, mi tornano alla mente le puntate della sua trasmissione Rai "Pickwick". Che rimpiango più della lira.


Copywriting online in 12 punti.

Domenica
Ago 7,2005

- Ottieni l’attenzione
- Identifica il problema
- Fornisci la soluzione
- Presenta le tue credenziali
- Mostra i benefici
- Dai una dimostrazione
- Fai un’offerta
- Dai una garanzia
- Sottolinea differenze
- Lancia l’azione
- Avverti
- Chiudi ricordando

Macchinazioni

Martedì
Lug 19,2005


iPod - xRay
Picture by miK37.

Mi sento dentro a un maldestro film di fantascienza americano. E credo che dietro al nostro oggi ci sia davvero un minuzioso piano che mira al nostro imbecillimento. Mi immagino facilmente i bunker segreti con i planisferi illuminati di spalle alla scena; e la mega Azienda interplanetaria con una mission che si espande come l’universo. Che lavora di marketing mix per correggere gli andamenti del mercato, per creare nuovi trend insulsi, imbecillire con il tubo catodico, alimentare falsi miti e creare le pillole per ogni devianza. “E con l’abitudine ti spengon già, dando alla violenza una profondità”.
Io corro a rispolverare l’antidoto che mi diede la mia cara maestra Lucia durante il primo anno di scuola elementare: “1 + 1 = 2″. E allora, insavito, torno a dirvi:
< < Ragazzi ci siamo abituati al fatto che un calciatore di serie C guadagni più del chirurgo. Ed adesso anche al fatto che in Inghilterra il mercato delle suonerie abbia superato quello della vendita dei Cd. Torniamo all'uno più uno: c'è qualcosa di storto, disimbamboliamoci e non legittimiamo perché l'abitudine crea l'assurdo nostro familiare. Dobbiamo prendere l'abitudine di non abituarci a nulla. >>

Giovedì
Lug 7,2005

Mi interrogo su quale strada è naturale per un blog. Così come un trial tra le rocce ma a disagio in autostrada, ogni "mezzo" ha una sua vocazione dove per natura ottimizza in efficacia. Riflettiamo.
I migliori blogger vantano una scrittura giammai noiosa e una spiccata capacità di rinnovarsi quotidianamente con nuove tematiche interessanti. Sembra che l’utente prediliga innanzitutto i blog "quasi tematici", entra in contatto ipertestualmente (perchè le vie di internet sono infinite): se si trova d’accordo con quell’URL e, come per simpatia musicale, ne rimane lievemente affascinato allora si fidelizza. Ed in futuro è molto probabile che tornerà in quei lidi.
Ma qual è l’impulso del mittente, da dove nasce questa esigenza di autopubblicarsi? In un certo senso il blog è poco più del diario personale (un’evoluzione per stile e temi dell’adolescenziale "diario del cuore") reso volutamente pubblico. Perchè chi partorisce un blog non auspica semplicemente ad un sito autoreferenziale, perchè un sito tradizionale è davvero la blaterata vetrina espositiva, il blogger vuole condividere il proprio presente o, quantomeno, vuole riservarsene tale facoltà: il blogger vuole il cubo/palchetto che si usa la domenica ad Hyde Park.
In preda all’egotismo puro, o possessori della verità e-piacevole, prima di andare avanti con questo strumento vorrei chiarirmi il percorso.

Spaghetti brain & soda

Martedì
Lug 5,2005

Da un po’ fatico ad allacciarmi alla coda di un pensiero, che oramai son spaghetti sugosi e non se ne trova ne’ capo ne’ coda. Stanno lì aggrovigliati che provano ad imitare la struttura del cervello. E mi fanno ancora più incazzare: un cervello che pensa ad un cervello.
Se cerco di focalizzare una delle mille ma intensissime minchiate che mi ronzano nella capa, la distrazione prende il sopravvento, come se passasse un tram-pensiero che se lo porta. Allora mi limito ad ammirare ’sto groviglio ed incazzarmi, e penso: E’ lecito, almeno nei giorni di scazzo, avere invidia d’altri? Tranquilli che ne invidio solo i difetti; mica sono totalmente scemo.
Talvolta, oggi ad esempio, vorrei la litigiosità, il fegato (e le scopate) di Bukowski. E tre rum da bere d’un fiato. O anche la metrica caposseliana quand’è dislessica. Anche il suo gin accetterei. Insomma non s’è capito se ho voglia di invitarmi a bere qualcosa o di mandarmi per oggi affettuosamente a fanculo.