Leve locali per non perdere la direzione
Non facendo parte di certa stampa cattocomunista ("povera Italia, sigh"), questo periodico teoricamente non si presterebbe all'ipocrita andazzo di chiedere conto al premier dei suoi comportamenti privati.
Ma c'è un personaggio che - sono sicuro - consentirà a questo subdolo pezzetto di essere pubblicato, nonostante le sicure (e legittime) perplessità del direttore. C'è un grande uomo che mi consentirà di sopravvivere all'ascia dell'inopportunità ("Michele, ma che scrivi? Noi non ci occupiamo di fattacci nazionali!"), ne sono certo.
E' Mons. Domenico Mogavero, castelbuonese illustre, vescovo di Mazara del Vallo e presidente del consiglio per gli affari giuridici della CEI, che con le sue bordate nelle colonne di altra stampa, ha tuonato i disvalori del personaggio pubblico e riacceso la speranza di un recupero di comportamenti più sobri, virtuosi e di una dimensione etica della politica.
Grazie Monsignore, fiero di esserle compaesano.
Mi scusi, direttore, per la vigliaccata.
ps: Tiè, Silvio, t'ho fregato.


