Non me ne vogliano i filosofi, i latinisti, i puristi in genere, ma qui le coincidenze - notavo di recente - cominciano ad essere davvero tante. Fosse soltanto per il nome - che vorrebbe insinuare una discutibile differenza di statura storica - Nomen Omen, per la missione che anni addietro s’è intestata, ha il dovere di intervenire, approfondire e dipanare. Ebbene, quali le differenze (se ne esistono) tra il nostro Cicero e il più storicizzato Cicerone? Possibile che questa somiglianza formale-segnica non ne nasconda anche una semantica e attitudinale? Ed infatti.
Politici abilissimi, intanto,l’uno come l’altro, e autori di una vastissima produzione “letteraria”, generalmente dal contenuto pur sempre politico, filosofico o sociale. In quest’ultimo caso però l’analogia è legittima -sanno bene i giornali la quantità di comunicati ! - pur esiste l’intermediazione della penna di Peppe Cuschera.Â
Il più vecchio dei due, Cicerone insomma, fu esponente di un’agiata famiglia dell’ordine equestre. Il nostro Sindaco s’è recentemente adeguato, tramite innovativi sistemi equestri che ne hanno magnificato la fama nel pianeta. A proposito, Cicerone morì una cinquantina d’anni prima che Caligola divenne imperatore, noto quest’ultimo per aver voluto il proprio cavallo senatore. Mario, previdente, istituzionalizzò l’asino a dipendente comunale. Che è già qualcosa.
Cicerone puntava tutto sull’Ars oratoria mentre Cicero, ricorderete, puntò tutto sull’Ars. Insomma le similitudini sono varie e variegate, e si potrebbe continuare per un po’. Tremino dunque i personaggi storici più conclamati: la storicizzazione dei contemporanei è oramai alle porte. E qualcun altro, non invitato, tenterà anche di entrare dalla finestra.
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