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Archive for Settembre, 2008

Fascino latino

Martedì
Set 30,2008

Non me ne vogliano i filosofi, i latinisti, i puristi in genere, ma qui le coincidenze - notavo di recente - cominciano ad essere davvero tante. Fosse soltanto per il nome - che vorrebbe insinuare una discutibile differenza di statura storica - Nomen Omen, per la missione che anni addietro s’è intestata, ha il dovere di intervenire, approfondire e dipanare. Ebbene, quali le differenze (se ne esistono) tra il nostro Cicero e il più storicizzato Cicerone? Possibile che questa somiglianza formale-segnica non ne nasconda anche una semantica e attitudinale? Ed infatti.
Politici abilissimi, intanto,l’uno come l’altro, e autori di una vastissima produzione “letteraria”, generalmente dal contenuto pur sempre politico, filosofico o sociale. In quest’ultimo caso però l’analogia è legittima  -sanno bene i giornali la quantità di comunicati ! -  pur esiste l’intermediazione della penna di Peppe Cuschera. 
Il più vecchio dei due, Cicerone insomma, fu esponente di un’agiata famiglia dell’ordine equestre. Il nostro Sindaco s’è recentemente adeguato, tramite innovativi sistemi equestri che ne hanno magnificato  la fama nel pianeta. A proposito, Cicerone morì una cinquantina d’anni prima che Caligola divenne imperatore, noto quest’ultimo per aver voluto il proprio cavallo senatore. Mario, previdente, istituzionalizzò l’asino a dipendente comunale. Che è già qualcosa.
Cicerone puntava tutto sull’Ars oratoria mentre Cicero, ricorderete, puntò tutto sull’Ars. Insomma le similitudini sono varie e variegate, e si potrebbe continuare per un po’. Tremino dunque i personaggi storici più conclamati: la storicizzazione dei contemporanei è oramai alle porte. E qualcun altro, non invitato, tenterà anche di entrare dalla finestra.

Dolci perle di uva nostrana.

Martedì
Set 2,2008

Nell’invisibile vive la matrice di ogni cosa.
Il futuro sedimenta in un luogo artefatto e oblioso
in attesa di trasmigrare nei colori,
universo di cui i nostri occhi san farsi interpreti.

In questi luoghi vive la sfumatura
che fa un siciliano tale.

Quella tempra, queste nostre attitudini, le contraddizioni genetiche,
quella sensazione impalpabile che proviamo noi isolani verso noi stessi.
Lo strano cordone ombelicale con la terra,
l’aria pesante che riconosciamo nostra casa.
La fierezza e la rassegnazione
che qui convivono come correnti oceaniche
pronte a scatenare uragani.

Spore che avvertite danno coscienza di un popolo.
Dna colmi di informazioni diverse,
climi e paesaggi troppo vividi, orgogli troppo presenti,
scale di valori
e di poteri
crudi come l’odore del mare.
Indole che pare un atomo di vino instabile
zeppo di energia zuccherina
di cui potrai avvertirne il retrogusto
solo se vinci una battaglia
sulla forza di gravità della nostra terra.

Dolci perle di uva nostrana.
Ma talvolta sento il mio collo stentare
stretto da una collana soffocante.