Il fatto che i politici parlino di “election day” - ostentando un grande senso di responsabilità e attenzione al risparmio nazionale (di tempo e denaro) - distrae dall’evidenza di essere dinanzi ad un “election period” di una intensità che, nella memoria dell’animale politico, si fatica a ritrovare simile: Nazionali, Regionali, Provinciali (ndr, gli Europei di calcio non vanno annoverati nell’elenco) pressoché in un sol colpo.
La sensazione è che ci stiamo abituando a votare con una certa frequenza, e che la democrazia venga ridotta ad una “complicità elettiva” che fa bene - per certo - soltanto alle tipografie. Questo, senza voler mettere il dito nella casta e nella bufera dell’anti-politica che, talvolta, degenera nel becero qualunquismo.
Altro che “libertà è partecipazione”: la “sete” di politica è avvertita solo da chi manipola il rubinetto. Ed allora - per chiosare alla Nomen Omen - va fatto discorso diverso per la “sede” politica.
Un amico mi ha inoltrato un indirizzario completo delle sedi di rappresentanza dei (ancor tanti) partiti italiani; e certamente qualche curiosità viene fuori. Prima di “metterci una croce sopra”, riflettete anche su “dove sta di casa” il vostro partito. Eccone alcuni.
AN (via della scrofa 39) - DC per le aut. (p.zza del Gesù) - FI (via dell’umiltà ) - PD (p.zza Sant’Anastasia 7) - UDC (via due macelli) - PLI (via delle milizie 1) - PRC (via del Policlinico).
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