Un aumento di 513 euro lordi in più al mese nella paga dei deputati è stato accordato senza clamore dall’amministrazione dell’Ars proprio nei giorni in cui si discute sugli inutili sprechi della politica. Così, dopo l’effetto della finanziaria nazionale dell’anno scorso che aveva ridotto del 10 per cento gli stipendi di Sala d’Ercole scesi a 11.190 euro, l’indennità dei deputati torna a lievitare risalendo a 11.703,64. Ma nuovi aumenti sono alle porte, altre 200 euro mensili nette al mese aspettano i deputati regionali, un ulteriore adeguamento al costo della vita scattato al senato con la busta paga di agosto. Ma a palazzo dei Normanni c’è anche chi chiede di soprassedere prima di far entrare in vigore lo scatto, sorprende che sia Cintola - deputato regionale dell’Udc che, per adesso, ci limiteremo a definire “discusso” - il quale afferma che “forse avremo qualche difficoltà a giustificare il nuovo aumento. Si insomma, dovremmo guardarci in faccia e dirci chiaro e tondo che finchè non cresce la nostra produttività , sarebbe meglio congelare le indennità â€. Non sembra dello stesso parere Miccichè: “adesso si sta davvero esagerando, il livello del dibattito è scadente, gli adeguamenti al costo della vita sono concessi a tutti i lavoratori dipendenti, non vedo perché ai parlamentari non divrebbero toccareâ€. E intanto nel Parlamento siciliano, simbolo dei privilegi di “casta†si riapre il dibattito (costruttivo ?), ma a bassa voce, sui costi della politica.
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