Trittico d’acrostico.
Giochi estivi, utilitaristici e non edificanti, sottomessi al potere dell'iniziale e dell'alfabeto. Come ancora iniziale è, del resto, l'impressione dell'autore sull'estate.
Naufragio imbarazzante.
Aspettando Bagnine Celestiali, D' Estate Fuggono Giornate. Ho Imparato L'altroieri Muovendomi Nell' Oscura Piscina Quadrilatera. Raramente Soffro Tanto: Una Vergogna Zampillante.
La fede nella festa e la bancarella nella testa.
Attenzione Bambini Castelbuonesi, Domani E' Festa.(Gagliardi Hotel Inaugureranno La Mattina).
Nottetempo Osannate Pregando Questa Racchiusa Sant'Anna. Trarrete Un Vigoroso Zucchero-filato.
Fughe estive prolungate.
Avevo Bisogno Certo Dell' Estate. Ferie Godibili Ho Implorato Lungo Mesi Noiosi O Pesanti Quotidianità . Raggiuntele Subito Terminano. Urge Veloce Zattera.
Parigi? No, meglio!
[da un’idea e foto di “composito”] Probabilmente l’emigrato medio ignora che la sua Castelbuono, da più di un mese ma chissà fino a quando, è sede della più temuta opera concorrente alla celebre torre di ferro parigina (vedanosi le foto: la somiglianza è sbalorditiva). Proprio nel corso, lì, nel baricentro di via Sant’Anna, “l’Effeil de noiartri” da’ mostra di sè, talvolta coadiuvando i lavori di riadeguamento del Municipio. Ma la scelta è di matrice estetica, non v’è dubbio alcuno: tremino i francesi e la loro ferraglia-meraviglia, Castelbuono è in agguato.
Tratto dall´ articolo di Michele Spallino and powered by Img Fly
A toi l’ità !
Avvertenze: Nomen Omen potrebbe dirottare le sue futili ironie verso nuovi lidi incontaminati del fine a sé stesso. Questo perché, gentile lettore, ultimamente l'autore si reputa incompatibile nei tre quarti delle azioni che svolge quotidianamente, colazione compresa. Figuriamoci scrivendo. Il senso di responsabilità , soprattutto se proporzionato alla massa totale dell'individuo, crea nell'autore un'alta densità di titubanze e di riflessioni che necessita almeno un altro numero della rubrica per essere dipanata.
Resta certo che è parte fondante della mission della rubrica non perdere di vista gli scenari italici e provare a contestualizzarli nel nostro castelbuonesimo.
Pertanto, con questa chiave - che risulta spesso un po' dissacrante - affrontiamo il primo tema d'attualità .
L'abbattimento dello scalone.
Il governo Prodi è chiamato a misurarsi con una materia ardua, con uno dei punti - a ragion veduta - tra i più delicati del programma dell'Unione: l'abbattimento dello scalone. Come ogni castelbuonese sa, dicesi "abbattiri u scaluni" - o, più spesso, "rompiri u scaluni" - quando un ragazzo esordisce con ufficialità da bravo fidanzato in casa dei futuri suoceri. Il problema è sempre così attuale anche in virtù dell'innegabile innalzamento dell'età media. I sindacati continuano nell'annosa opera di mediazione col governo, al fine di ammorbidire ogni spigolatura nel cammino. Idem i marmisti. L'accordo sembra finalmente alla portata: lo scalone verrebbe abbattuto entro un'età ragionevole (pena il dover ricorrere a forme disconosciute dalla morale quali la "fuitina"), ma si reintroduce l'obbligo dell'abito scuro e dei confetti verdi.


