Ma frati Carlos ce l’ha fatta. In Guatemala. Ma arriverà anche in Italia. Ci sa fare, sa fare musica, sa scrivere e la testa gli cammina. Certo, lo ritrovo molto “idolo di teenagers” - mentre in Italia dovrà, secondo me, vestire i panni (che gli appartengono) del Manu Chao - ma la stoffa c’è. Il pezzo pure. E poi c’è una promessa, un accordo, una “percentuale” che mi deve…