Sgomento: Nomen Omen, rubrica che dei nomi ne fa titolo e missione da oramai cinque anni, non s’è mai presa la (ru)briga di trattare del “nome dei nomi”: Castelbuono, il nome del nostro paese. Nomenevogliate, recupero subito sciolinando le principali origini e traduzioni.

Ypsigro.
Diversamente da come si crede il festival musicale Ypsigrock deriva dalla nomea bizantina e non viceversa. Letteralmente “luogo fresco”, oggi andrebbe bene per un frigorifero della Smeg.

Castrum bonum.
Esclamazione dei Ventimiglia, che scaturisce dall’impari confronto tra la deludente residenza di Geraci e il neoedificato castello nel nostro territorio. Profondamente amanti dell’architettura, espressero il loro compiacimento che valse un distinguo millenario: “u castieddru, chiddru bonu”. Oggi, fortunatamente, quando si pronuncia “Castelbuono” non è più necessario sottintendere un disprezzo per Geraci.

Good castle.
Gli anglofoni più curiosi sono soliti tradurre - divertiti - il senso letterale del nome del nostro paese. Bella cosa: peggio delle traduzioni italiane dei titoli dei film americani. Ne risulta comunque qualcosa che, per simpatia, è secondo solo alle improbabili traduzioni di Misterbianco (Mr.White) e soprattutto di Capaci (”maybe”).

Potremmo dilungarci con epiteti modaioli, subordinati all’incedere del tempo, e definirci “terra di” pace, o di equini, o di prodotti da forno o di panacee miracolose da albero e quant’altro. Tutti appellativi legittimi. Ma non ci presteremo alla stagionalità, né rievocheremo il metodo dei Ventimiglia: non vorremmo che si cristallizzi un’esclamazione riferita all’attuale piazza Matteotti…