Se sia lecito che la Chiesa cattolica intervenga su questioni che riguardano il governo di un Paese - che promulghi regole che riguardano la coscienza individuale su materie come sesso, procreazione, libertà di ricerca scientifica, e poi anche su questioni squisitamente politiche - è un interrogativo che torna spesso attuale, puntuale al tuonare del Vaticano pro o contro provvedimenti dello Stato. E’ materia ardua prendere posizione in tal senso: Cavour suggeriva “libera Chiesa, in libero Stato”.
Non si scandalizzeranno, pertanto, i sostenitori della legittimità dell’ingerenza cattolica, se dico che il meccanismo necessita di essere completato con il suggello del voto: “Vota l’On. Savona, caro fedele, se vuoi il bene della tua chiesa “. “Il ben di Dio” - espressione realmente raccolta dalla predica del prelato in questione - giunge poi nelle vesti di finanziamento, necessario al restauro dell’antico organo della parrocchia, e rende mantenuta una promessa pre-elettorale. Oppure scrivi Dina, che può darci una mano nella ristrutturazione di quel castello tanto festaiolo. Tutto alla luce del sole, per carità, e senza minimamente sfiorare l’infrazione delle leggi.
Cosicché ancora una volta si compia la volontà del sistema eletto-clericale: fare leva sulla notoria presa dell’abito sacrale sulle coscienze più “timorate da Dio”. E continuano a prendersela con i cinghiali… Amen.