Scusate se mettiamo il dito nella piaga, se torniamo a parlare di asini, ma una rubrica simpaticunazza come Nomen Omen deve farlo per forza, e magari in modo diverso.
Qualcuno potrebbe pensare - specialmente coloro che sconoscono Castelbuono e il suo bizzarro sindaco in cerca di riconferma - che questa degli asini sia una trovata particolarmente originale ma unica: una “sparata” - così - estemporanea. E invece no.
Mi preme informare la gente dell’esistenza di un ampio progetto organico (in tutti i sensi!), che coinvolge una moltitudine di specie di animali impiegati in mansioni svariate, dall’utilità indiscutibile. Ecco i prossimi tre impieghi bestiali.

Gazzella cheniana: (Gazzettya Kiptache) Passo lungo e veloce, struttura esile ma capace di sorreggere un uomo di medie dimensioni. Fulminea nei percorsi storici, si troverebbe a suo agio nel precedere i corridori del Giro podistico - con in sella fotografi, speaker, rappresentanti istituzionali - sostituendo “gli inquinanti e costosi veicoli tradizionali”.

Cammello cipreo: (Dromedarius quartercannolibus) Sguinzagliati solo nelle giornate più torride dell’estate castelbuonese, quattro simpatici cammelli vagherebbero in libertà per il corso. In previsione della secca delle fontane, vista la carenza di piogge invernali, i cammelli - grazie alle loro riserve nelle gobbe - dispenserebbero l’acqua ai passanti assetati.

Pappagallo castellano: (Myiopsitta vassallico) Dalle regioni temperate del Sud America, ecco un pennuto impertinente, variopinto ed instancabile. Ideale in portineria all’entrata del Castello o persino come guida turistica. Se ben educato, funziona anche come macchinetta obliteratrice dei biglietti. Avvertenze: tenere fuori dalla portata dei bambini; i bimbi più monelli potrebbero insegnargli parolacce.