CASTELBUONO. (mispa) Mentre Mario Cicero e Rosa Gentile si confrontano sui programmi e sulle scelte amministrative, il centrosinistra estrae dal cilindro un altro nome per la sfida delle primarie in programma sabato e domenica prossimi.
Ha suscitato stupore, scompiglio e anche qualche polemica l’inserimento («fuori tempo massimo») del consigliere provinciale Rosario Bonomo nella competizione dalla quale dovrà uscire il candidato unitario di buona parte della coalizione. La sua candidatura è stata proposta da alcuni esponenti del centrosinistra domenica mattina, proprio all’indomani della due giorni di confronto tra il sindaco uscente e l’attuale assessore ai Lavori pubblici nel salone delle Figlie della Croce. Un dibattito
all’insegna del «fair-play», quello tra Mario Cicero e Rosa Gentile, che si è concentrato sui temi e sulle prospettive che caratterizzeranno i prossimi cinque anni amministrativi in caso di vittoria del centrosinistra. Nonostante l’assessore Gentile abbia posto l’accento sulle novità che una futura giunta da lei capitanata porrebbe in essere in termini di partecipazione e condivisione delle scelte amministrative, sono stati pochi i passaggi in cui è emersa una sostanziale differenza progettuale tra i due candidati e rari i momenti di contrapposizione.
Un clima sereno, dunque, che si è interrotto davanti alla proposta - firmata da 27 elettori del centrosinistra - di inserire un’ulteriore candidatura alle primarie: quella del consigliere provinciale Rosario Bonomo, iscritto nel Partito Democratico in quota Ds. Uno dietro l’altro, dagli interventi che si sono susseguiti è emerso un giudizio quasi unanime sull’«inopportunità di questa nuova candidatura», soprattutto per «difformità rispetto ai tempi massimi sanciti nel regolamento organizzativo
interno». La tempistica concordata prevedeva infatti il 21 febbraio come termine ultimo per la presentazione delle candidature alle primarie di centrosinistra. Inoltre, come sottolineato dall’intervento del segretario Lia Romè, «l’assemblea del Partito Democratico ha da sempre esplicitato l’opportunità di proporre agli alleati un unico candidato, frutto comunque - continua la Romè - di quel ballottaggio interno a cui Bonomo il mese scorso s’era sottratto». Pare dunque difficile che tale proposta venga accolta e contestualizzata nell’attuale percorso elettorale del centro sinistra che, ad oggi, di certo continua ad avere soltanto il diniego di Rifondazione comunista alla corsa unitaria.
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