Come in un film di Lynch, quando le cose sembrano chiare ecco che spunta il personaggio inatteso a mettere in discussione qualsiasi decodifica dell’intreccio. Siamo lieti allora di lasciare la regia di questa puntata proprio a David Lynch.

Un uomo Giovane, eppur già smagrito dalla politica, dinanzi ad un tavolino. Una luce fioca svela un foglio bianco, quasi una scheda elettorale, e la titubanza interiore del nostro. Ad un tratto, impugnando una penna, compie con la mano un gesto che pare tracciare una ics. Ma la mano è sospesa qualche centimetro e la penna non lascia inchiostro sul foglio. Il volto dell’uomo cela la rabbia, saluta mesto sforzando un sorriso ed esce dalla saletta. Fuori v’è il corso, l’ottica, l’ex esattoria, il vociare serale solo di adolescenti e di ormoni ignari della Democrazia.
Un uomo, indeciso, siede ad un tavolo. Attende domande, cercando risposte. Ha storie con sé, fratelli e Giovani dinanzi. [...]

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