Decima pirotecnica!

Dite la verità: quando la piazza si illuminò dei celebrativi sputacchi pirotecnici, in parecchi abbiamo avvertito uno strambo retrogusto di soddisfazione orgasmica e liberazione. Tipico degli arrivi, o delle mete raggiunte.
Mentre le incandescenze colorate si issavano oltre il Castello, probabilmente neanche Sant’Anna (o Santana, come decifrò 2 anni or sono David Thomas dall’inglese sgangherato della crew) si aspettava tanto. Forse avrà anche detto “Mai visti giochi pirotecnici così vicini” – sussurrando inorgoglita a un San Gioacchino che - più acuto - sarebbe invece corso verso il backstage nei camerini allestiti a Le Fontanelle.
Comunque. La breve agiografia che precede si spiega solo con una geografia dell’energia nella piazza. Energia che ha visto concentrazioni abnormi sul palco, poi – dicevasi - sui camerini, passando dalla zona delle transenne e più precisamente nei palmi di Jack ed Enzuccio Piro. Piro tecnico. Il “durante” è stato una distribuzione audace e continuativa di coinvolgimento a suon di rock and roll, quasi un omaggio alle fondamenta per festeggiare la fine dei lavori di un palazzo di dieci piani. Che ci stava come il cacio sui maccheroni. Perché Jon Spencer e la sua band non si faranno dimenticare facilmente: oltre Jon c'era Simon, il cinesone alla batteria e Matt ribattezzato “Marta”. Un lieto fine di una fiaba. E a me che 'sta roba anni '50 lasciava perplesso...
Parlare dei concerti sembra vano quando le suggestioni ridicolizzano la tecnica, quando è la cornice a dare senso alla parte notevole dell'opera. Ypsigrock è una bomba – e in quanto ordigno rischia anche di scoppiare – ma un “grazie” va a tutti. In primis ai tanti che sgobbano, indie-solubilmente mescolati a quello che è davvero l'Evento, e poi ai musicisti. Grazie ai bravissimi Marlowe (e all'amico Cesare Basile che li pettina bene) e grazie ai cantautori Non voglio che Clara che ci hanno regalato la loro prima – di una sicura lunga serie – in Sicilia. Grazie alla dolcissa Denise & Co. e agli Arbdesastr. Grazie a quei due Signori tedeschi (Micheal Rother & Peter Moebius) che hanno dato alla piazza un'inedita veste da “Ypsigronick”. Grazie agli schiaffeggiatori cortesi dei Cactus e grazie di nuovo a loro, agli Heavy Trash. Grazie ai partecipanti e ai fautori della Retrospettiva Sys. Grazie, infatti, all'anima di chi ha creduto in questo festival. Anche da punti di vista diversi.

Tautogramma in corsa

Una lepre con la testa di un ariete, che semina gazzelle e ghepardi nel deserto africano. Così, per corsa attonita. Si vede: sono rimasto folgorato dal giro furioso di Davide Ciolino. Oltre alla valenza emozionale della breve ma intensa impresa, è occasione per riflettere sul paradosso di un grande appuntamento podistico che vive in una comunità che non pratica la disciplina, che porta avanti una tradizione sportiva, di cui siamo solo cornice, deperibile in un sol giorno. Ripeto, sono rimasto "incantato" dal fuga ciolinesca. Mi si è bloccata la C.

Cara Cursa,
che con capacità chiami campioni continentali, calamìti capitali capitolini, crei cotante combine con certe corse, com'è che continua carenza con corridori castelbuonesi? Certi comuni circostanti concorrono con club cadetti credibili! Credo che - con certa convinzione comunale - crescerebbero corridori capaci. Citiamo Ciolino che, con cadenza cruenta, cuore coraggioso, caviglia cigolante, carpì "contentino" contro campioni, capitanando corso conclusivo. Così clamoroso calore cittadino, così confuso conduttore catodico. Così contenti concittadini cablati, così costernato Comitato co-organizzatore, convinto che cominciasse cospirazione castelbuonese contro cheniani. Considerarono: ciao cena...

Boicotta la politica israeliana. Non acquistare prodotti il cui codice a barre identificativo cominci per 7290.

Questo boicottaggio, dovrebbe seguire la stessa linea di quello che ha contribuito alla fine del regime di apartheid in Sud Africa. Boicottando prodotti e sponsor israeliani, ognuno può dare il suo contributo al popolo israeliano e palestinese nella loro lotta per la pace, la giustizia e la sicurezza.
Se le corporation vedono che la comunità internazionale rifiuta le merci israeliane, per protestare contro l’occupazione illegale della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, contro i genoci in Libano, avranno un interesse economico, sociale e di pubbliche relazioni nell'interrompere i rapporti con quegli elementi israeliani che appoggiano politiche e pratiche illegali. Questo a sua volta aumenterà la consapevolezza sulla questione palestinese e causerà pressioni su Israele affinché modifichi la sua politica che viola il diritto internazionale. Inoltre è un modo per dimostrare al popolo palestinese che non è solo nella lotta globale per la pace e la giustizia, e ci dà la possibilità di essere dei consumatori etici.

Boicottiamo prodotti israeliani, come:

- Prodotti di vestiario della Delta Galil, il maggior fornitore di Marks and Spencers, che produce anche per Calvin Klein, Gap, DKNY, e Hugo Boss;

- Arance Jaffa

- Carmel (Agrexco, Ltd.) produttore di datteri, avocado, agrumi, verdura, erbe e vini

Ma soprattutto dai un occhio al codice a barre e ricorda: il numero 7290 all’inizio del codice a barre identifica i prodotti israeliani. Almeno finchè non cambia qualcosa. Perchè boicottare Israele è più che mai necessario?