
Lo comperai "a scatola chiusa", per un regalo: in Baricco riconosco una certa "affidabilità" (indispensabile in caso di regali) e nutro aspettative nei suoi lavori. E poi l’ingresso in Fandango andava premiato: così presi il libro e aggiunsi pure la promessa di guardare un film (ndr, "Texas" di Palavidino). Così finisce che leggo il primo capitolo in aereo, mi piace un casino e mi trovo costretto a chiedere una proroga nella consegna del regalo. A figuraccia compiuta leggo con regolare avidità il prosieguo, forzandomi un po’ dapprincipio (forse l’intreccio rallenta un po’ troppo nelle strategie belliche?) e - appena lo intendo - apprezzo l’intento "fondante" del libro. E’ una storia molto bella, romantica ma affatto melenza, perfettamente sviluppata e con ambizioni che rasentano la spirituale riflessione tra ordine e caos, sogno e determinazione. In un certo senso è un libro originale: il protagonista - "Ultimo" - è sapientemente in un angolo, mentre la luce del narrare è puntata sulle vicende di amici e parenti. E poi finalmente è una storia non proprio a lieto fine, di un amore fondamentalmente incompiuto ma intenso, che matura nella comprensione e condivisione del sogno personale di Ultimo, schivo e intransigente, perennemente bambino invecchiato. Un bel libro , buono per tutti, e quindi un valido regalo di Natale a soli 15 euro.
Forse per la tecnica riconoscibile e la rigorosità storica solite del Baricco in forma, mi tornano alla mente le puntate della sua trasmissione Rai "Pickwick". Che rimpiango più della lira.
One Response for "Questa storia"
Non l’ho letto, (e non ho visto il film, di cui ho solo letto i post sul forum di Ypsigrock), ma se lo consigli (il libro), vedrò di colmare la lacuna. Così poi potrò esprimere un’opinione sul contenuto. Per ora posso commentare la scelta per quanto riguarda l’autore, che, per certi versi (per esempio dal punto di vista della composizione e dell’assetto sintattico-formale) apprezzo molto. Per altri versi (per esempio il buonismo di certi contenuti) apprezzo un po’ meno. Ma hai scritto che in questo testo non c’è propriamente l’happy end, quindi accolgo ben volentieri l’invito alla lettura. In fondo l’ho fatto anche la prima volta che hai proposto un libro qui. Anzi, già che ci sono (e chiedo venia per il ritardo), vado a commentare il post su Margherita Dolcevita!
Ciao!
Ella
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