Questa storia
Alessandro Baricco

Ed. Fandango

Lo comperai "a scatola chiusa", per un regalo: in Baricco riconosco una certa "affidabilità" (indispensabile in caso di regali) e nutro aspettative nei suoi lavori. E poi l’ingresso in Fandango andava premiato: così presi il libro e aggiunsi pure la promessa di guardare un film (ndr, "Texas" di Palavidino). Così finisce che leggo il primo capitolo in aereo, mi piace un casino e mi trovo costretto a chiedere una proroga nella consegna del regalo. A figuraccia compiuta leggo con regolare avidità il prosieguo, forzandomi un po’ dapprincipio (forse l’intreccio rallenta un po’ troppo nelle strategie belliche?) e - appena lo intendo - apprezzo l’intento "fondante" del libro. E’ una storia molto bella, romantica ma affatto melenza, perfettamente sviluppata e con ambizioni che rasentano la spirituale riflessione tra ordine e caos, sogno e determinazione. In un certo senso è un libro originale: il protagonista - "Ultimo" - è sapientemente in un angolo, mentre la luce del narrare è puntata sulle vicende di amici e parenti. E poi finalmente è una storia non proprio a lieto fine, di un amore fondamentalmente incompiuto ma intenso, che matura nella comprensione e condivisione del sogno personale di Ultimo, schivo e intransigente, perennemente bambino invecchiato. Un bel libro , buono per tutti, e quindi un valido regalo di Natale a soli 15 euro.
Forse per la tecnica riconoscibile e la rigorosità storica solite del Baricco in forma, mi tornano alla mente le puntate della sua trasmissione Rai "Pickwick". Che rimpiango più della lira.