Archive for maggio, 2005

Elezioni a Catania (parte 1/2)

18 maggio 2005 Posted in: Comunicazione, Politica 1 Comment

L'esito delle urne è talvolta impietoso, almeno per chi ne esce inaspettatamente perdente, ma - in quanto consultazione collettiva - giusto per definizione.
Se si accetta tale postulato, ed è d'uopo farlo, la politica diviene una scienza esatta in cui l'atto scrutinatorio ne rappresenta il momento catartico più alto. Insomma, il verdetto del popolo è l'unico bilancio possibile.
Puritani della morale politica insorgono sottolineando l'importanza di altri fattori (giochi di coalizione, radicamento nel territorio, facoltà economica e lobbistica nell'intermediazione del consenso etc) e distinguono i "meriti" elettorali da quelli amministrativi. Obiezione accolta, nella teoria. La prassi invece miscela queste due capacità e non credo di inventare nulla di nuovo affermando che è la risultante tra saper fare e saper comunicare a muovere il consenso collettivo, aderendo al rapporto filosofico biunivoco tra contenuto e forma. Al difettare dell' una ne risente l'altra componente.

Assodato il postulato, per chi è sopravvissuto al preambolo, ripercorriamo la campagna elettorale, e i relativi esiti, della consulta catanese del 15 e 16 maggio che ha visto la riconferma a primo turno del sindaco uscente Umberto Scapagnini.
Una battaglia che formalmente è iniziata a marzo, ma molto più "antica" se si tiene conto degli effettivi comportamenti dei maggiori candidati alla poltrona di Sindaco.
Iniziamo dall' Avv. Antonino Fiumefreddo, dimesso Assessore alla Cultura nell'amministrazione Scapagnini, che già due anni fa - da poco cacciato dal Palazzo - raccoglieva firme per la lista Evviva Catania e contestualmente per contestare l'esistenza in pectore del napoletano primo cittadino.
Fiumefreddo è partito prestissimo e con discreta intensità, ma in corsa ha esaurito buona parte delle energie (e probabilmente di risorse finanziarie). Fiumefreddo è il primo a mostrarsi in tv e nei manifesti, nel tentativo di tirarsi fuori da un sicuro affollamento mediatico per guadagnarne in visibilità.
Da subito conduttore unico di un appuntamento televisivo quotidiano (La Sveglia), decisamente troppo "autarchico" e noioso, e prestissimo fuori con una campagna affissione (mantenuta nel tempo) dal claim "Nè con gli uni, nè con gli altri". Il tentativo ostentato, coraggioso ma goffo, di catalizzare a se' il malcontento presunto verso chi ha già vestito la fascia tricolore e cavalcando l'immagine dell'uomo nuovo, l'autentica alternativa al già visto. Nel visual un buon primo piano sorridente, seppur denoti un po' di stanchezza e un fondo discutibile. Logo della lista poco incisivo, con preminenti arancio e bianco e con un disegno di mani a mimare il segno di vittoria e la prima "v" di EvViva Catania. Interessante il tentativo del giornale online, pur se tecnicamente imperfetto.
A supporto un primo spot tv ben fatto, non troppo emozionale ma molto credibile, in cui un Fiumefreddo professionale e assolutamente disinibito, passava in rassegna i punti cardine del suo progetto politico. Complessivamente un discreto appeal fino alla scesa in campo di Bianco e Scapagnini, che hanno immediatamente spostato l'attenzione sulla battaglia principale. Appeal che è continuato a scemare anche per la sistematica scelta - fortemente contestata con un eroico quanto disperato sciopero della fame - adottata dall'impero mediatico di Mario Ciancio di non concedere spazio nei media all'avvocato penalista.
Un declino in visibilità progressivo ed una crollo verticale in presenza e in qualità della comunicazione televisiva (assolutamente amatoriale l'ultimo spot, dall'audio inascoltabile). A contribuire alla disfatta, i deboli candidati al consiglio che, nonostante il voto disgiunto, dovevano servire per avvalorare l'immagine di un progetto difficile, ma convinto e condiviso da una squadra credibile. Persi così anche gli ultimi vacillanti sostenitori, riassorbiti certamente da Scapagnini nello sprint vincente lanciatogli da Silvio Berlusconi.
L'On. Enzo Bianco, l'illustre sconfitto di questa sfida, ha giostrato più sapientemente il piano media difettando però di competitività in televisione. La campagna affissione dal titolo "Il sindaco che unisce", impaginata su layout bianco che ben faceva uscire una foto dall'espressione sicura e rassicurante, comincia a veicolare su 6x3 già nei primi di marzo la candidatura - annunciata - del due volte sindaco catanese. Discutibile il maglione "verde campo" ed essenziale il logo "Bianco Sindaco", con bordatura rosso-blu e testo dai tratti irregolari, ad imitazione di uno stampatello manoscritto.
Una candidatura che prova a vestirsi come il "salvifico ritorno", opportunamente fomentato dall'entusiasmo di interi settori del terziario catanese ed effettivamente sostenuto a voce alta dalle espressioni culturali più apprezzate della città. Esemplificativa la presa di posizione netta, con apposite e ripetute manifestazioni musicali, di tutti gli artisti catanesi (da Franco Battiato a Mario Venuti, da BriganTony a Carmen Consoli) culminata nel mega-concerto conclusivo alla presenza di 20.000 persone. Un plebiscito annunciato - in questo segmento di elettorato - avvalorato dall'imbarazzante risposta della Cdl con il concerto di Albano Carrisi. Battaglia vinta anche online, sugli internauti cittadini (tramite sito personale e soprattutto con l'ottimo giornale "Il dito") testimoniato dall'esito schiacciante (68% circa di preferenze per Bianco, su un campione di quasi 700 votanti) emerso in uno spregiudicato sondaggio dell'ultima ora effettuato da vivicatania.net, portale di informazione sugli appuntamenti serali molto frequentato dai giovani catanesi. Fin qui i pregi dell'attività mediatica di Bianco, molto efficace nel raggiungere la sensibilità del target studentesco, i ceti culturalmente più attivi e dinamici, nonché buona parte dell'indotto connesso ai servizi e all'organizzazione eventi.

Riesumare l’inciuria

10 maggio 2005 Posted in: Nomen Omen 2 Comments

Una rubrica come Nomen Omen non può esimersi dal celebrare l'alto valore storico e socio-culturale (i politici aggiungerebbero anche economico, ma non c'entra quasi mai) dell'inciuria.
Avviso n.1, specie per i più giovani: non tradurre con faciloneria nell'accezione italiana di "ingiuria", che è semplicemente un "offesa fatta alla dignità altrui" . L'inciuria siciliana è tutt'altro. Purtroppo oramai un vezzo desueto, utile solo ai nonni per risalire immediatamente "a cu appartieni", l'inciuria era più identificativa del cognome: una sorta di etichetta di famiglia, un marchio sulla stirpe. Meriterebbe una campagna di rivalorizzazione (che Nomen Omen prova a lanciare).
Avviso n.2: generalmente essa trae origini inspiegabili; pur se molto comuni sono i casi di riconducibilità al mestiere dell'allora capo-famiglia. Piddraru è semplice, ma Scalunieddru? Manciaracina? Champagne? Scravagliu? Nonostante abbia perso quel suo originario legame di senso, l'inciuria vale mezzo albero genealogico. Molti ignorano invece che Sant'Annuzza è un'inciuria preesistente al nostro Sindaco, ingannati dal fatto che gli calza a pennello.
Avviso n.3: è sempre più difficile, oggi, riuscire ad affibbiare nuove inciurie durevoli ai nostri compaesani. L'attuale disuso dell'antico coniare, o il forte radicamento di vecchie, rendono fragili e rarissime le inciurie moderne. Esistono eccezioni. Citerei militare e guatemala come valide new entry, inciurie cioè candidate a resistere alle insidie del tempo. Simpatico - e a quanto pare non unico - è il caso di Salvatore 'u quartu, che per fratelli ha Vincenzo e Antonio, anch'essi "numerati", fino a Francesco che è 'u primu, Ovviamente non si tratta di papi o cardinali (questi anzi sono numeri ordinali) ed è interessante notare come sia divenuta una specie di inciuria il fatto stesso di "contare" tutta la progenia.
Avviso n.4: abbiate cori ranni e contribuite con le vostre inciurie, tramite il forum online del giornale, a quello che vuole essere un archivio completo ed attendibile che - ne sono sicuro - le edizioni Le Madonie si prodigherà poi di pubblicare in pagine patinate.
Avviso n.5: ispirarsi, perchè no, all'inciuria per registrare gli amici nel vostro modernissimo telefonino con fotocamera integrata. Altro che foto, affibiategli o restituitegli un'inciuria. Se siete bravi, l'inciuria è come un diamante: è per sempre.